Spagna, dopo la vittoria al Mondiale impennata di chiamate al numero anti-violenza: +120% nella notte dei festeggiamenti

Mentre in tutta la Spagna si festeggiava per strada la vittoria della Nazionale nella finale del Mondiale contro l’Argentina, un altro numero cresceva silenziosamente: quello delle chiamate al 016, la linea telefonica pubblica che lo Stato spagnolo mette a disposizione, gratuitamente e in forma anonima, delle donne vittime di violenza di genere, l’equivalente del numero italiano 1522. Secondo i dati del Ministero dell’Uguaglianza spagnolo nella fascia oraria compresa tra le 23 di domenica 19 luglio e le 7 del mattino di lunedì 20, cioè nelle ore immediatamente successive al triplice fischio e ai festeggiamenti per il titolo mondiale, le chiamate al servizio sono aumentate del 120,8% rispetto alla stessa fascia oraria della settimana precedente.

Il 016 è una linea di ascolto attiva 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, gestita dal governo di Madrid, a cui possono rivolgersi le donne che subiscono maltrattamenti in famiglia o in coppia per ricevere assistenza psicologica, informazioni legali o essere indirizzate verso i centri antiviolenza territoriali. Il servizio non richiede che sia già stata presentata una denuncia e risponde in 53 lingue diverse. Accanto al numero telefonico esistono anche un indirizzo email dedicato e un canale WhatsApp, entrambi gestiti dallo stesso ministero. Il quadro che emerge dai dati ufficiali è articolato. Durante la domenica della finale, quando la maggior parte degli spagnoli era davanti alla televisione o nei bar a seguire la partita, le chiamate erano state in realtà meno numerose rispetto alle domeniche precedenti del mese. È nelle ore successive alla vittoria, tra la tarda serata e la notte, che la tendenza si è invertita bruscamente, con quel balzo del 120,8%. L’incremento non si è esaurito nella notte: anche il lunedì successivo alla partita ha fatto registrare un aumento del 21,9% rispetto al lunedì della settimana precedente. A crescere non sono state solo le telefonate: le email al servizio sono aumentate del 1.000%, le conversazioni tramite chat online del 60% e i contatti via WhatsApp dell’8,75%.

Il dato colpisce anche perché smentisce un’idea diffusa, secondo cui la violenza domestica legata al calcio sarebbe collegata soprattutto alle sconfitte e alla frustrazione dei tifosi. Gli esperti citati dalla stampa spagnola richiamano in proposito uno studio dell’Università di Lancaster, nel Regno Unito, condotto sulle denunce di polizia registrate durante i Mondiali 2002, 2006 e 2010: la ricerca aveva rilevato che il rischio di violenza domestica cresceva del 26% quando la Nazionale inglese vinceva o pareggiava, e del 38% quando perdeva. La vittoria, quindi, non è un fattore protettivo: l’euforia collettiva, unita al consumo di alcolici e a dinamiche familiari già compromesse, può comunque tradursi in un aumento della violenza tra le mura domestiche, indipendentemente dal risultato sportivo. La notizia, diffusa a pochi giorni dalla finale, ha riacceso in Spagna il dibattito sul legame tra grandi eventi sportivi e violenza di genere. Diversi commentatori hanno sottolineato come questi eventi , capaci di generare euforia, consumo di alcolici e alterazione delle abitudini quotidiane , agiscano da moltiplicatore di dinamiche già presenti nelle relazioni, più che da causa diretta. Il ministero ricorda che i canali di assistenza restano attivi tutti i giorni: oltre al 016, in situazioni di emergenza immediata si può contattare il 112, oppure le linee dedicate della Polizia Nazionale e della Guardia Civil, così come l’app ALERTCOPS, pensata per chi si trova in pericolo e non può effettuare una telefonata.

Il picco di chiamate si inserisce in un anno già segnato da un bilancio drammatico: dall’inizio del 2026, secondo i dati ufficiali, in Spagna 31 donne sono state uccise dai propri partner o ex partner. Non è quindi un episodio isolato, ma l’ennesima conferma, sostengono le associazioni, della necessità di mantenere alta l’attenzione sui servizi di ascolto proprio nei momenti di forte esposizione sociale come i grandi tornei sportivi. Il caso spagnolo non è isolato, e si inserisce in un filone di studi che da anni prova a fare luce su un aspetto del calcio rimasto a lungo ai margini del racconto sportivo. Come ha ricostruito Il Fatto Quotidiano in un’inchiesta pubblicata alla vigilia di questo Mondiale, il legame tra grandi tornei calcistici e aumento della violenza sulle donne riguarda due ambiti distinti: quello che accade sugli spalti e quello che accade tra le mura domestiche. Sul primo fronte, una ricerca commissionata dall’organizzazione britannica Kick it Out, impegnata contro le discriminazioni nel calcio, ha rilevato che oltre la metà delle tifose intervistate, il 52%, ha subito almeno una volta commenti o comportamenti sessisti allo stadio, mentre circa una su quattro non si sente davvero al sicuro durante le partite. Sei tifose su dieci, inoltre, raccontano di aver visto episodi di questo tipo derubricati a semplici scherzi da stadio.

Sul fronte della violenza domestica, in occasione di questo Mondiale l’associazione britannica Women’s Aid ha lanciato la campagna “The Other Kick Off“, concentrata proprio sul momento in cui i tifosi rientrano a casa dopo la partita: per molte donne e molti bambini che vivono situazioni di abuso, spiegano gli operatori, è in quel preciso istante che inizia la parte più difficile della giornata. A conferma della portata del fenomeno, l’organizzazione The Dash Charity, partner di Women’s Aid, aveva registrato durante gli Europei 2021 un aumento del 79% delle chiamate ai propri servizi di assistenza. Le stesse associazioni insistono su un punto: il calcio non è la causa della violenza. Ma proprio perché si tratta di eventi seguiti da milioni di persone, sostengono, i grandi tornei possono trasformarsi anche nell’occasione per riportare l’attenzione pubblica su un fenomeno che normalmente resta fuori dall’inquadratura delle telecamere , proprio come sta accadendo in questi giorni in Spagna con i dati sul 016.

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