Teoria della classe armata: così la borghesia è stata spodestata dal potere militare

Teoria della classe armata – L’età del potere militare di David Colantoni è un libro raro, perché parla della drammatica attualità e contemporaneamente di un processo che va avanti da poco meno di 80 anni. Il rapporto tra l’aratro e la spada, però, è da sempre al centro della vita degli essere umani.

La drammatica attualità è la guerra permanente e continua, ad opera di Stati Uniti e Nato, che va avanti da anni, che permette giornalmente di spendere in armi decine di milioni di euro, forse centinaia. Tutti soldi che vengono tolti a noi, ed ingrossano il potere militare, la classe armata. Colantoni, dopo venti anni di ricerche, ed un trattato più completo ancora nel cassetto, con questo volume (introduzioni di Jeffrey Sachs e Oliver Stone e proemio di Luciano Canfora), ci offre un poderoso compendio della sua teoria, che si nutre di centinaia di libri, migliaia di articoli, saggi e documenti.

Il succo del libro è la dimostrazione di come la classe armata, forte del processo economico e di potere P-C-P’, è la classe che dà le carte oggi in Occidente. P sta per potere, alimentato dalla spesa pubblica per armi (C di capitale) sempre più imponente (con lievitazioni di costi, e corruzione, enormi), che poi si traduce in un P’ aumentato, cioè in un potere maggiore che si è alimentato di spesa pubblica. Le dinamiche borghesi, capitalistiche, sono ancelle, ed alimentano la classe armata. La borghesia è spodestata. Questo fenomeno, iniziato negli Usa, si sta allargando a tutti i paesi Nato. Cina, Russia, Africa e gran parte dell’Asia sono in bilico, ma resistono.

Il libro, pieno di dati, si suddivide in tre parti.
La parte prima è “L’età dei poteri militari”, in cui si presenta la mutazione epocale dell’avvento della classe armata, che è transnazionale ed ancora viene definita, dall’Autore, una “classe in sé” e non una “classe per sé”. Su questo e altri aspetti Colantoni adotta una metodologia marxiana. La classe armata ha spodestato la borghesia nel comando. Essa non si compone dei soli militari, una funzione fondamentale la svolgono gli “ausiliari civili”, cioè coloro i quali “sostengono e condividono gli interessi della classe armata, e da essa sono sostenuti politicamente, socialmente e politicamente. Si tratta di politici, lobbisti, scienziati, tecnici, operai del comparto militare industriale, giornalisti securitari, artisti – soprattutto quelli del digitale”.

Si affrontano anche le guerre dell’oggi, e si conclude l’esame con una “valutazione empirica della classe armata”. A fronte di competitori civili politici che inseguono il consenso quotidiano su questioni futili, spesso create ad arte, la classe armata “esercita […] una supremazia strutturale che surclassa i rivali civili nella competizione politica, il cui premio è il potere”.

La parte seconda, “Emersione della neo-classe armata. Cenni storici essenziali sulle due mutazioni nello stato e nelle civiltà di matrice illuminista”, presenta cinque autori della borghesia statunitense i quali negli ultimi decenni hanno analizzato il potere militare e ne hanno denunciato la crescente egemonia. Un elemento da evidenziare è che la leva militare di massa, che permise la contestazione del Vietnam, venne strategicamente abolita negli Usa ad opera della classe armata e dei suoi ausiliari civili, e così venne fatto poi in quasi tutti i paesi Nato, e tra gli alleati Usa in generale. L’abolizione della leva obbligatoria venne festeggiata dal mondo “progressista”. Cosa è rimasto oggi di quella scelta?

La parte terza tratta della “estetica Necatrix”, “dal latino necatrix, femminile di necator (uccisore, sterminatore) dal verbo necare […] dunque un’estetica che distrugge rappresentando. L’estetica Necatrix definisce un regime di percezione sensoriale e culturale in cui la distruzione bellica e l’annientamento fisico attraverso l’omicidio militare non sono più vissuti come eventi tragici ed eticamente problematici o traumatici, ma vengono trasfigurati in oggetti di consumo visivo, gratificazione tecnica e ‘sublime tecnologico’”. La gioventù mondiale-occidentale coinvolta in questi fenomeni è enorme, con giri di affari da miliardi di euro. Videogames ma non solo. L’estetica Necatrix costruisce una solida egemonia in cui la morte e l’assassinio diventano tecnicalità. In più permette di processare milioni di dati, di allenare tecnologie di altissimo livello e di avere intere generazioni da utilizzare nella “rivoluzione nell’aria droni: l’arma ludo-promoteica della classe armata”. La guerra è cambiata, e l’estetica Necatrix ha addestrato intere generazioni a farla. Poi, tra loro, verranno selezionate e selezionati i più adatti.

La Cina, e non solo, non fa parte di questa deriva. Mentre negli Usa tra il 70 ed il 90% della ricerca è dedicata alle attività militari, nella Repubblica Popolare Cinese è esattamente il contrario: tra l’80 ed il 90% degli investimenti in ricerca sono a scopi civili. In più, recentemente l’Esercito Popolare di Liberazione è stato decapitato, in modo drastico e profondo, ai più alti livelli. Come interpretare questo, se non come la volontà del PCC (Partito Comunista Cinese), e dei civili in generale, di continuare a mantenere un controllo totale sui militari? Nonostante ciò, Colantoni giustamente, in relazione a Russia, Cina e non solo, segnala come la guerra permanente potrebbe portare ad una avanzata della “Classe Armata” anche in paesi in cui per ora non comanda.

Nell’arco dell’intero volume Colantoni precisa sia come la classe armata non sia ancora una classe “per sé”, cioè con piena coscienza di sé, e sia ancora una classe “in sé”, e come la borghesia prese il potere dopo che per secoli aveva frantumato dall’interno l’organizzazione sociale a base aristocratica. La stessa cosa sta facendo la classe armata. Colantoni ha deciso di enucleare un elemento, la “classe armata”, di un più complesso contesto, pur sapendo che altri fattori influenzano la deriva sociale in cui viviamo oggi. L’enucleazione è però essenziale, in quanto la “classe armata” agisce in silenzio e scompare facilmente dalle nostre considerazioni. Non ci accorgiamo che esiste, e che ha i numeri e la potenza descritti nel libro.

Teoria della classe armata è un libro di fondamentale importanza per comprendere l’oggi e per trasformarlo. Se non mettiamo a fuoco correttamente la situazione, ogni azione è vana.

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