“Tifosi al Tour? Ho visto le esternazioni più volgari di un Pride, è intollerabile”: l’uscita del commentatore Rai Silvio Martinello

“In certi momenti sembrava di essere al Carnevale di Rio o, addirittura, alle esternazioni più volgari che ogni tanto vediamo a qualche Pride o cose di questo tipo”. Le parole sono dello storico commentatore Rai – ed ex ciclista – Silvio Martinello, che ha tirato in ballo i cortei organizzati dalla comunità Lgbtq+, criticandoli, in una spericolata analogia con gli eccessi dei tifosi, lungo la salita dell’Alpe d’Huez, visti nella 18esima tappa del Tour de France: eccessi, in quest’ultimo caso, che hanno messo a rischio in più di una circostanza l’incolumità dei corridori.

Il contesto è il seguente. Il giorno prima, venerdì 24 luglio, i ciclisti hanno percorso la mitica salita alpina, letteralmente presa d’assalto da 500mila persone. Purtroppo, lungo alcuni tratti dei tornanti, alcuni tifosi si sono avvicinati così tanto agli atleti da mettere in pericolo la loro sicurezza. A farne le spese, più di tutti, è stato il colombiano Einer Rubio: con lo spazio della carreggiata ridotto a causa delle due ali di folla, quando un’ammiraglia ha inchiodato per evitare di investire un tifoso, Rubio ha sbattuto con la faccia contro l’auto. Risultato: ritiro dalla corsa e 20 punti di sutura al volto. Il giorno successivo, lungo la discesa dal Col du Galibier, i telecronisti Rai stanno proprio commentando le polemiche nate dopo l’Alpe d’Huez: ci sono il giornalista Stefano Rizzato, il più esperto collega Francesco Pancani, l’ex commissario tecnico e corridore – e storica voce del ciclismo italiano – Davide Cassani e, appunto, Martinello. Qui il link (quando mancano un’ora e 16 minuti al termine della diretta).

I telecronisti parlano delle soluzioni per evitare il sovraffollamento sulle iconiche montagne: dal biglietto per i tifosi, alle transenne lungo tutta la lunghezza della salita fino al servizio d’ordine. Poi prende la parola Martinello: “Ho letto un’intervista a Thierry Gouvenou (direttore tecnico della corsa francese, ndr) secondo cui il bilancio della giornata di ieri, salvo l’incidente a Rubio, è positivo. Una dichiarazione che non mi trova d’accordo: l’obiettivo dell’organizzatore è prevenire gli incidenti” e far sì che corridori, ammiraglie e personale al seguito “lavorino in sicurezza”. E poi: “Secondo Gouvenou il pubblico del ciclismo è più giovane rispetto al passato e quindi più portato alla festa. Io francamente non ho nulla in contrario contro chi fa festa […] ma in certi momenti sembrava di essere al Carnevale di Rio o, addirittura, alle esternazioni più volgari che ogni tanto vediamo a qualche Pride o cose di questo genere. Un pubblico più giovane cosa significa? Che dobbiamo vedere gli eccessi che abbiamo visto ieri?”.

Subito dopo è intervenuto Rizzato, che elegantemente ha preso le distanze da Martinello: “Nei Pride non si fa male a nessuno e non si creano danni ai corridori come quei tifosi che ieri si buttavano in mezzo alla strada”. “Assolutamente”, risponde Martinello, che poi però aggiunge: “Alcuni erano senza mutande, alcuni col sedere di fuori. È intollerabile“.

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