Torna la Festa della poesia di Melicuccà nel nome di Lorenzo Calogero. Tra ospiti internazionali, teatro, musica e un omaggio a Cauteruccio e Perilli

Un laboratorio permanente di ricerca in cui poesia, teatro, arti visive, musica, filosofia e paesaggio si incontrano, trasformando il piccolo borgo di Melicuccà, sull’Aspromonte, in un luogo di produzione culturale aperto al dialogo nazionale e internazionale. E’ la Festa della Poesia intitolata a Lorenzo Calogero, grande poeta calabrese, per restituirgli il posto che gli spetta nella storia della letteratura italiana ed europea. Ideata e curata dal regista e editore Nino Cannatà e promossa da LYRIKS Edizioni, la manifestazione è arrivata alla sua terza edizione che comincerà il 6 agosto. Melicuccà tornerà dunque ad essere un punto di incontro tra generazioni, linguaggi e discipline: la poesia come luogo da cui ripensare il presente, mettendo in relazione memoria e contemporaneità, ricerca artistica e identità dei luoghi.

Ad aprire la manifestazione sarà l’ampliamento del Viale dei Canti, il progetto ideato da Giuseppe Caccavale Studio, inaugurato nel 2025 con i versi e i disegni di Lorenzo Calogero. L’intervento sarà esteso per altri trenta metri con gli scritti e i disegni di Giuseppe Fantino, scrittore e saggista melicucchese, amico del poeta, dando così continuità a un’opera destinata a trasformarsi negli anni in un museo poetico a cielo aperto. Il significato del dialogo tra poesia e arti visive sarà al centro dell’incontro inaugurale con Camilla Miglio, dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Marina Valensise, scrittrice e giornalista e consigliera delegata dell’Inda (Istituto nazionale del dramma antico) e lo stesso Giuseppe Caccavale, docente all’École nationale supérieure des Arts Décoratifs di Parigi. Un confronto dedicato alla capacità della parola poetica di generare immagini, forme e nuovi spazi della conoscenza. La giornata inaugurale si concluderà con un Incontro-concerto dal titolo Suoni dell’Aspromonte con i polistrumentisti della musica di tradizione orale Mimmo Morello e Filippo Stilo.

Lorenzo Calogero e i grandi dialoghi della poesia

L’intero programma della Festa della Poesia 2026 è attraversato da un’idea precisa: mettere Calogero in dialogo con le grandi voci della letteratura italiana ed europea, facendo emergere la sorprendente attualità della sua opera e la rete di relazioni che essa continua a generare. Uno dei momenti centrali sarà dedicato al rapporto tra il poeta calabrese e Giacomo Leopardi, un confronto che attraversa il sentimento del paesaggio, l’inquietudine dell’esistenza e la ricerca di un linguaggio capace di oltrepassare i confini dell’esperienza. A questo tema è dedicata la nuova pubblicazione di Giuseppe Fantino, a cura di Fortunato Mannino, con prefazione di Luigi Tassoni, edita da LYRIKS. Tassoni presenterà inoltre Gli infiniti di Lorenzo Calogero, volume che raccoglie i suoi principali saggi dedicati al poeta, scritti dal 1978 a oggi. Un’opera che rappresenta il punto di approdo di quasi cinquant’anni di studi e che è stata presentata in anteprima al recente Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il tema del ritorno, da Omero fino alla poesia contemporanea, sarà invece al centro dell’incontro con Milo De Angelis, tra i maggiori poeti europei viventi, chiamato a riflettere sul viaggio come esperienza poetica, esistenziale e civile. Un percorso che, attraverso la parola di Calogero, si apre ai grandi archetipi della cultura mediterranea.

Accanto ai maestri riconosciuti della poesia italiana, la Festa dedicherà un significativo spazio alle voci della Calabria, riaffermando il ruolo della regione come laboratorio di ricerca letteraria. Saranno ricordati Alba Florio e Franco Costabile, figure fondamentali del Novecento, mentre Alfredo Panetta, recente vincitore del Premio Flaiano per la Poesia 2026, offrirà una testimonianza della vitalità della nuova poesia calabrese.

Di grande interesse la riscoperta del poeta Gian Giacomo Menon, definito “il gemello di Calogero diviso alla nascita”, che lascia un milione di versi e che LYRIKS raccoglie in una antologia di poesie scelte 1930-1998 a cura di Cesare Sartori, con un saggio di Rienzo Pellegrini con copertina di Giuseppe Zigaina.

Nel segno della grande tradizione poetica europea, la manifestazione celebrerà inoltre due importanti anniversari. Agli ottocento anni del Cantico delle Creature di San Francesco sarà dedicato l’incontro “Da San Francesco a Lorenzo Calogero“, con Paolo Rigo, mentre il centenario della morte di Rainer Maria Rilke offrirà l’occasione per un approfondimento affidato a Marilena Garis, dedicato all’eredità di uno dei poeti che maggiormente hanno influenzato la sensibilità lirica del Novecento.

Daniela Marcheschi si occuperà di una disamina critica sulla poesia di Calogero.

La Festa conferma anche la propria apertura internazionale attraverso un confronto con alcune delle voci più autorevoli della poesia contemporanea. Un incontro sarà dedicato alla poetessa statunitense Jorie Graham, con la partecipazione della sua traduttrice Antonella Francini, mentre un secondo appuntamento approfondirà la recente traduzione inglese delle poesie di Lorenzo Calogero grazie al dialogo tra John Taylor e Franca Mancinelli, protagonisti di un prezioso lavoro di diffusione dell’opera calogeriana nel panorama internazionale.

Ampio spazio sarà riservato anche all’editoria e alla critica. La rivista Avamposto, che ha recentemente dedicato un numero monografico a Lorenzo Calogero, sarà protagonista di un incontro con il direttore Sergio Bertolino, offrendo un’occasione di riflessione sul rinnovato interesse della critica italiana verso il poeta di Melicuccà.

Tra gli appuntamenti più originali figura, inoltre, il progetto Alta gola, un attraversamento dell’epica classica tra parola, voce e musica elettronica. L’iniziativa, ideata da Sacha Piersanti, con Ludovica Bove e Lorenzo Bove, intreccia testi, traduzioni, canto e live electronics, proponendo una rilettura contemporanea della tradizione classica e confermando la vocazione della Festa a mettere in dialogo linguaggi artistici differenti.

Nel corso della manifestazione sarà infine possibile visitare, negli spazi di Palazzo Capua, un articolato percorso espositivo che riunisce opere di Giuseppe Caccavale, Giovanni Longo, Giuseppe Correale, installazioni, video e opere multimediali. Tra queste, il pubblico potrà ritrovare il Laboratorio per l’addestramento della Luce di Giancarlo Cauteruccio e la proiezione del documentario Sulla punta di una matita. Conversazioni con Milo De Angelis, diretto da Viviana Nicodemo.

Il ricordo di due grandi maestri: Cauteruccio e Perilli

L’edizione 2026 sarà anche l’occasione per ricordare due protagonisti della cultura italiana recentemente scomparsi, ai quali la Festa dedica due intensi momenti di memoria.

Il primo sarà dedicato a Plinio Perilli, poeta, saggista e intellettuale tra i più autorevoli della sua generazione. L’incontro, curato da Marco Palladini, ripercorrerà il suo contributo alla critica letteraria e il profondo rapporto che Perilli aveva instaurato con l’opera di Lorenzo Calogero, riconoscendone la statura di uno dei grandi poeti del Novecento italiano. Proprio Perilli, venuto a mancare in maggio, aveva usato parole di grande spessore culturale e umano per Lorenzo Calogero, in occasione del premio L’Albero di Rose di Accettura 2025 conferito all’antologia di poesie scelte 1032-1960 del poeta di Melicuccà (edizioni LYRIKS, 2024): “Misterioso e anche un po’ segreto, il suo lavoro va annoverato tra gli esiti più alti come di un post-ermetismo tardi anni ’50 e poi inizio ’60, di impennata e struggente febbre lirica. Scoperto da Leonardo Sinisgalli, editato nel ’56 in Come in dittici, e poi nella storica edizione Lerici in 2 voll., 1962-66 (a cura di Giuseppe Tedeschi e Roberto Lerici), egli nutriva e accarezzava ‘un’idea dell’essere come tremore, terrore, catena di eventi fulminei, rotti, casuali; il poeta arriva a cogliere un soffio, una scintilla e a restituircene qualche similitudine’. Continua Sinisgalli: ‘I suoi lapsus sembrano trascrizione di uno stato d’estasi’. Dal che si comprende anche la forte, ammirata attenzione di Amelia Rosselli verso questa poesia così tragica e insieme sapienziale, effusiva e allibita”.

Un altro intenso spazio sarà dedicato a Giancarlo Cauteruccio, regista, autore, scenografo e fondatore del Teatro Studio Krypton, che ha attraversato oltre quarant’anni di ricerca teatrale, dando vita a un linguaggio inconfondibile che ha dialogato con la poesia, l’arte contemporanea, il cinema, l’architettura e la sperimentazione tecnologica. Il suo incontro con la Festa della Poesia dedicata a Lorenzo Calogero è apparso fin dall’inizio naturale. A partire dalla prima edizione, nel 2024, il Maestro ha riconosciuto nel progetto di Melicuccà un luogo autentico di ricerca e di libertà, contribuendo con generosità alla sua crescita culturale. I laboratori di improvvisazione teatrale realizzati con i giovani migranti accolti dal progetto SAI, le riflessioni sul rapporto tra teatro e poesia, il dialogo costante con artisti e studiosi e la sua presenza discreta ma determinante hanno lasciato un’impronta profonda nella comunità e nell’identità stessa della manifestazione. L’edizione 2025 aveva già visto Cauteruccio protagonista di uno dei momenti più intensi della Festa, con la prova aperta dedicata a Saverio Strati. Oggi quella presenza assume il valore di una preziosa eredità culturale che la Festa della Poesia intende custodire e trasmettere. Per questo motivo la manifestazione dedica al Maestro un articolato percorso di memoria che accompagnerà l’intera durata del festival.

Il primo momento sarà l’intitolazione della Residenza d’Artista di Palazzo Capua, inaugurata dallo stesso Giancarlo Cauteruccio nell’agosto del 2024 e successivamente abitata insieme alla moglie Anna G. Lufrano-Cauteruccio durante l’edizione 2025. Lo svelamento della targa commemorativa non rappresenterà soltanto un gesto simbolico, ma il riconoscimento permanente di un legame profondo tra il Maestro e Melicuccà. In questa occasione Anna G. Lufrano Cauteruccio presenterà Trilogia delle metamorfosi (LYRIKS Edizioni), volume che raccoglie tre intensi monologhi ispirati alla storia, all’archeologia e alla memoria poetica della Calabria. Il momento culminante dell’omaggio sarà sabato 8 agosto con la serata-evento “Il poeta della luce. Giancarlo Cauteruccio e il Teatro Studio Krypton“, concepita come un grande racconto corale, costruito con materiali audio visivi, immagini e documenti storici sulla sua vicenda artistica e umana. A condividere ricordi, riflessioni e testimonianze saranno studiosi, artisti, amici e collaboratori che hanno accompagnato il Maestro nel suo percorso creativo. Hanno già confermato la loro partecipazione, tra gli altri, Massimo Bevilacqua, Andrea Cortellessa, Stefania De Cola, Stefano Fomasi, Loris Giancola, Anna G. Lufrano-Cauteruccio, Laura Marchianò, Marco Palladini, Marcello Sambati, Antonella Francini, Anna Maria De Luca e Luca Michienzi.

Un laboratorio di comunità tra paesaggio, formazione e nuove generazioni

La Festa della Poesia non è soltanto un luogo di ascolto, ma un’esperienza da vivere. Palazzo Capua diventerà uno spazio aperto di incontro e di sperimentazione, mentre il borgo di Melicuccà e i luoghi cari a Lorenzo Calogero saranno attraversati da laboratori, percorsi naturalistici, momenti di lettura condivisa e attività dedicate a pubblici di ogni età. Un’attenzione particolare sarà riservata ai più giovani grazie alla collaborazione con il Junior Poetry Festival e con Junior Poetry Magazine, che proporranno laboratori e attività coordinate da Grazia Gotti e Chiara Basile, confermando la volontà della Festa di investire nella formazione delle nuove generazioni e nella diffusione della poesia come esperienza educativa e civile.

Tra gli appuntamenti più attesi torna il percorso nei luoghi dell’anima di Lorenzo Calogero, accompagnato dalla guida ufficiale del Parco Nazionale dell’Aspromonte Sabine Ment, un itinerario che unisce natura, memoria e letteratura. A questo si affiancherà il laboratorio itinerante di scrittura poetica condotto da Franca Mancinelli, in collaborazione con John Taylor, occasione privilegiata di confronto tra pratica poetica, traduzione e osservazione del paesaggio.

L’edizione 2026 conferma l’attenzione della manifestazione ai temi della sostenibilità ambientale. Attraverso il progetto “La poesia verde”, curato da Rosario Previtera insieme all’associazione partner Save Your Globe, saranno proposte iniziative dedicate agli obiettivi dell’Agenda 2030, rivolte sia agli adulti sia ai bambini. Dall’utilizzo dell’acqua proveniente dalla storica fonte Vina di Melicuccà, distribuita esclusivamente in bottiglie di vetro, alle attività di sensibilizzazione ambientale, la Festa rinnova il proprio impegno verso un modello di manifestazione capace di coniugare cultura e responsabilità ecologica. A suggellare la conclusione della manifestazione sarà una prima assoluta, commissionata dalla Festa della Poesia al compositore Andrea F. Calabrese. L’opera nasce da un frammento di partitura musicale rinvenuto tra i quaderni inediti di Lorenzo Calogero e prende il titolo da uno dei suoi versi più evocativi: Aereo suono odi nello spazio. La composizione sarà eseguita dal Quintetto La Nuova Verdi, con Grazia Barillà e Simona Sciammarella ai violini, Giovanni Caridi al violoncello, Giuseppe Fratto al flauto e lo stesso Andrea F. Calabrese al pianoforte. Una creazione originale che restituisce alla musica una traccia rimasta silenziosa per decenni, trasformando un appunto del poeta in un’opera contemporanea.

Il programma completo è consultabile a questo link

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