“Un paziente davvero speciale, addirittura regale”: un leone arriva in ospedale per una Tac – IL VIDEO

Quando un leone arriva in un ospedale veterinario, è impossibile che passi inosservato. È successo a Pretoria, in Sudafrica, all’Onderstepoort Veterinary Academy Hospital (OVAH), dove lo staff si è trovato davanti un paziente decisamente fuori dall’ordinario: “Oggi abbiamo avuto un paziente davvero speciale, addirittura regale”, hanno raccontato medici e operatori della struttura, ancora sorpresi per un ingresso che ha spezzato la consueta routine clinica.

Addormentato e trasportato per accertamenti, il leone occupava gran parte del lettino. Una scena che, inevitabilmente, ha richiamato l’immaginario del “Re Leone”, con figure come Mufasa che rappresentano da sempre l’idea di maestosità e potere nel mondo animale.

Come riportato dal Il Messaggero, episodi simili siano rarissimi anche in una struttura veterinaria universitaria. Di norma, infatti, i pazienti sono animali domestici o da allevamento: cani, gatti e occasionalmente pecore. Ben altra cosa rispetto a un felino di quelle dimensioni. Il leone non era lì per un’emergenza, ma per una serie di accertamenti diagnostici completi, compresa una TAC, eseguita nell’ambito di un percorso di controllo e monitoraggio. L’ospedale, essendo una struttura universitaria, utilizza anche casi di questo tipo per la formazione degli studenti. Come spiegano i medici: “Essendo un ospedale universitario, è stato spiegato, casi come questo non solo aiutano il paziente bisognoso di cure ma contribuiscono anche alla formazione della prossima generazione di veterinari”.

Una situazione eccezionale che ha permesso agli studenti di osservare da vicino la gestione clinica di un animale selvatico di grandi dimensioni. Terminati gli esami, il “re della savana” ha lasciato la struttura senza complicazioni, facendo ritorno al suo ambiente naturale dopo il check-up. A rendere ancora più curioso il quadro, una nota sulla sua potenza: “Lo sapevate? Il ruggito di un leone può essere udito fino a 8 chilometri di distanza. È utile per tenere i contatti con il branco e mettere in guardia i rivali”.

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