Alex Schwazer di nuovo accusato di doping: in Germania è risultato positivo all’Epo

Una nuova accusa di doping piove improvvisamente sulla testa di Alex Schwazer. La NADA Germania (l’Agenzia antidoping tedesco) ha sospeso il marciatore in via temporanea e avviato un procedimento disciplinare: Schwazer è risultato positivo all’Epo durante un controllo antidoping dopo i campionati tedeschi dello scorso 27 aprile, quando a 41 anni l’altoatesino aveva firmato il record italiano sulla nuova distanza dei 42 km.

Per Schwazer è la terza accusa di doping in carriera. La prima nel 2012, alla vigilia delle Olimpiadi di Londra, quando fu trovato positivo proprio all’Epo. All’epoca il marciatore altoatesino – medaglia d’oro a Pechino – si dichiarò colpevole. Poi fu trovato nuovamente positivo a dicembre 2015, questa volta per steroidi. È il caso controverso che ha dato il via alla battaglia di Schwazer contro la Wada e il sistema dei controlli anti-doping mondiale. L’atleta in questo caso si è sempre dichiarato innocente e il tribunale di Bolzano lo ha scagionato dall’accusa di doping. La Wada però non hai mai ridotto la squalifica.

Schwazer era tornato in attività nel 2025, per passione più che per professione. Si allenava nei ritagli di tempo oltre il lavoro e la famiglia. La sua prestazione in Germania aveva riacceso i riflettori, fino a ipotizzare perfino una sua partecipazione agli Europei di marcia. Ora questa ennesima ombra. Per le ore 16 è stata convocata una conferenza stampa da Giulia Mancini, la storica manager di Schwazer, che aveva mantenuto totale riserbo sui contenuti.

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