Bologna, spunta un altro video di una settimana fa: in azione lo stesso agente del fermo che ha portato alla morte di Fakir
Un secondo video. Di una settimana fa. Mostra anch’esso un fermo compiuto dalla polizia di Bologna con metodi, definiti dagli stessi ambienti delle forze dell’ordine, “decisi“. Ma soprattutto uno degli agenti che compaiono in questo ulteriore filmato è lo stesso coinvolto nell’operazione che ha portato alla morte del 43enne marocchino Abderrahim Fakir. Gli inquirenti sono a conoscenza del video e lo hanno visionato. Le immagini mostrano, secondo quando scritto sul social dove è comparso, un giovane probabilmente straniero fermato “perché senza casco in monopattino”.
Secondo fonti vicine al poliziotto interessato, invece, gli agenti avrebbero chiesto i documenti al giovane che avrebbe risposto in modo concitato, da questo sarebbe nato il tentativo di contenerlo. Proprio come successo per Fakir. Di certo, come mostrano le immagini, i modi usati dagli agenti sono, appunto, estremamente “decisi”. Al Fatto risulta che da questo episodio sia scaturita un’indagine per l’articolo 337 codice penale, cioè resistenza a pubblico ufficiale. Insomma, l’accusato sarebbe il ragazzo a terra nel video. Però anche il giovane potrebbe aver sporto denuncia. I termini per presentarla infatti non sono ancora scaduti. Comunque questo secondo video – la cui autenticità, giova ripeterlo, è stata confermata da fonti vicine agli agenti interessati – di certo susciterà ulteriori polemiche sul modo di operare della polizia bolognese.
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