Causa da 250 milioni per il caso Minetti, l’Ordine dei giornalisti: “Rappresenta il tentativo di uccidere una testata”
“Una richiesta di risarcimento da 250 milioni non corrisponde alla volontà di veder risarcita la propria onorabilità eventualmente colpita da un articolo di giornale, ma rappresenta il tentativo di uccidere una testata“. Dopo Fnsi, il sindacato nazionale dei giornalisti italiani, la Stampa Romana e l’Associazione Lombarda dei Giornalisti (Alg), anche l’Ordine dei giornalisti interviene esprimendo la propria vicinanza a Il Fatto Quotidiano raggiunto da una maxi richiesta di risarcimento per le inchieste sulla grazia presidenziale concessa a Nicole Minetti.
L’azione legale, va ricordato, non è per diffamazione – negli Stati Uniti la tutela della libertà di stampa è molto più ampia che in Europa – ma per “interferenza illecita con rapporti commerciali futuri, falsa rappresentazione dannosa e denigrazione commerciale”. Il Comitato Esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine, in una nota, sottolinea che la richiesta avanzata dai legali della società di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, “non è solo un’azione intimidatoria verso i giornalisti e la testata, ma molto di più. Si tratta – si legge – di una cifra enorme, priva di qualsiasi parametro di ragionevolezza“. “I cronisti possono commettere errori anche molto gravi e infatti ne rispondono nei tribunali. Ma l’abuso delle azioni giudiziarie e le richieste esorbitanti di risarcimento – conclude la nota – hanno l’obiettivo di mettere a tacere il giornalismo d’inchiesta e non colpiscono solo i giornalisti, ma anche le società editrici”.
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