L’ad del Fatto Monteverdi: “Le persone si fidano, sanno che la nostra informazione non è veicolata. La sfida è crescere nel digitale”
“Le persone si fidano del Fatto. Possono anche avere pensieri diversi, ma sanno che la nostra non è un’informazione veicolata da poteri o partiti”. Dal palco di Paper Fest, a Carrara, Cinzia Monteverdi, presidente e amministratrice delegata di Seif, commenta i dati sulla diffusione dei quotidiani che registrano la crescita del Fatto Quotidiano tra copie cartacee e abbonamenti digitali, in un mercato segnato dal calo dell’edicola e da un digitale che cresce ma che, a oggi, vale economicamente meno.
“La sfida – dice Monteverdi – è crescere nel digitale”, senza perdere la specificità del giornale: il rapporto diretto con i lettori e un’etica di fondo, “lasciare in pace i giornalisti e fare il loro mestiere”. Sulla rinnovata rinuncia al finanziamento pubblico, Monteverdi parla della “nostra più grande soddisfazione”. Non perché il sostegno pubblico sia sbagliato in sé, precisa, ma perché andrebbe legato a regole più nette: “Niente utili e niente licenziamenti per chi incassa fondi”. La libertà, aggiunge, espone anche a rischi legali, come la causa Cipriani-Minetti.
A Carrara si festeggiano anche i dieci anni di Paper First, la casa editrice del Fatto nata nel 2016: “Un ramo, quello dei libri, che non risente della crisi dei quotidiani cartacei – commenta Monteverdi – anzi in questi anni abbiamo visto aumentare la sua forza”.
L’articolo L’ad del Fatto Monteverdi: “Le persone si fidano, sanno che la nostra informazione non è veicolata. La sfida è crescere nel digitale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
