L’ultimo contatto online del giornalista Luigi “Luca” Esposito alle 22.34 di venerdì sera. Prima dell’omicidio era ad Agropoli

Mentre sono in corso le indagini e gli accertamenti sull’omicidio di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista sportivo trovato morto nelle campagne di Eboli. E mentre gli investigatori lavorano per ricostruire le ultime ore di vita del 53enne e individuare il movente del delitto, il FattoQuotidiano ha raccolto alcune testimonianze di fonti che preferiscono restare anonime.

Il giornalista aveva un rapporto quotidiano con le testate con cui collaborava ed in particolare con ‘La Città di Salerno’ diretta da Alfredo Boccia, per la quale scriveva da circa un anno: colloqui giornalieri, pomeridiani, serali. Una presenza costante, sempre impegnato a seguire le vicende sportive e in particolare quelle della Salernitana. In redazione gli era stato chiesto, nel tempo, di mantenere uno stile più misurato negli articoli pubblicati sul quotidiano rispetto ai toni utilizzati sul sito Tuttosalernitana.com, la testata online che dirigeva. Un invito che riguardava esclusivamente il taglio giornalistico e non situazioni di particolare tensione. Chi lo conosceva da vicino non ha mai ascoltato da Esposito minacce, intimidazioni o preoccupazioni. Mai nulla che potesse far pensare a un rischio per la sua incolumità.

Un dettaglio che potrebbe rivelarsi utile anche per gli investigatori riguarda le ultime ore di attività di Esposito. L’ultimo contatto online del giornalista coi suoi referenti di lavoro giornalistico risale alle 22.34 di venerdì sera. Da quel momento, il silenzio.

C’è poi un’abitudine che, quella notte, si è improvvisamente interrotta. Esposito era solito inviare nelle ore notturne un messaggio ai colleghi dopo aver visto la prima pagina del quotidiano, spesso accompagnato da un commento o da un semplice cuore in segno di apprezzamento per il titolo in pagina o il richiamo in prima. Praticamente tutte le notti, ma ieri notte non è arrivato nulla. Ciò potrebbe far pensare che l’omicidio sia avvenuto prima della mezzanotte.

Poche ore prima di essere ucciso Esposito si trovava ad Agropoli, una località marina. Per questo motivo il successivo rientro verso Eboli potrebbe essere stato determinato da un appuntamento. Forse per incontrare qualcuno. Ma al momento sono solo congetture.

Quanto al possibile movente, al momento nessuna delle fonti consultate da IlFattoQuotidiano pensa o riferisce che il delitto possa essere legato all’attività giornalistica di Esposito. Le indagini, coordinate dalla Procura di Salerno guidata da Raffaele Cantone, proseguono nel massimo riserbo. Gli investigatori stanno ricostruendo i contatti, gli spostamenti e le ultime ore di vita del 53enne per individuare chi lo abbia attirato nell’area rurale di Eboli dove il suo corpo è stato ritrovato e chiarire il movente dell’omicidio.

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