“Re Carlo ha la casa invasa da topi, tarme e vespe. Tutta colpa della sua passione per la biodiversità”: cosa sta succedendo a Sandringham

La calda estate inglese ha fatto un brutto scherzo a re Carlo III che ha visto la sua tenuta prediletta, a Sandringham, affollarsi di ospiti indesiderati come topi, tarme e vespe. Un’invasione probabilmente generata dalla ricerca di cibo e di un habitat forse reso anche più confortevole e ghiotto dalla passione del re per l’ambiente e la biodiversità.

A tutto questo va aggiunto, poi, che la soluzione più immediata ed universalmente adottata per affrontare queste problematiche, è stata bandita dalla regina Elisabetta II che ha vietato la presenza di gatti nella sua tenuta per via della sua allergia ai più rinomati predatori di topi e ratti. In eredità, infatti, insieme alla proprietà della magione e di tutta l’area circostante che conta la presenza di 300 inquilini che affittano le circa 500 abitazioni presenti, la compianta sovrana ha lasciato anche un editto che vieta la presenza di ospiti felini nell’area, adducendo la motivazione che rappresenterebbero un pericolo per le specie autoctone di uccelli e piccoli predatori che arricchiscono la fauna selvatica della zona.

Il tema della lotta agli ospiti indesiderati, che hanno generato molte polemiche tra gli abitanti dell’area, soprattutto inquilini della Corona, è diventato l’ultimo grattacapo di re Carlo III che aveva già dovuto affrontare un problema simile all’inizio di quest’anno. I fatti si riferiscono al momento in cui il fratello Andrea è stato prelevato nottetempo dal Royal Lodge, perché la sua presenza era diventata ormai insostenibile dopo l’esplosione degli scandali legati alla sua amicizia con Jeffrey Epstein e al mancato pagamento dell’affitto della magione nella quale aveva vissuto gli ultimi vent’anni.

Quando fu trasferito nella Marsh Farm, un piccolo cottage, anche questo nelle pertinenze della tenuta del re, gli abitanti della zona (e i fotografi appostati nell’area) non hanno mancato di notare la presenza di furgoncini dedicati al derattizzazione parcheggiati all’ingresso.
Un intervento questo, che non pare abbia risolto il problema che si è allargato a macchia d’olio trasformandosi oggi in un vero incubo.

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