Koulibaly e Mané ordinano cibo d’asporto con le app: il ritiro da incubo del Senegal ai Mondiali
Per continuare a seguire una dieta adeguata ai ritmi di un Mondiale, i calciatori del Senegal sono costretti a fare quello che difficilmente ci si aspetterebbe da una nazionale impegnata nella più importante competizione calcistica del pianeta: ordinare cibo d’asporto tramite app. È uno dei problemi che stanno accompagnando i Leoni della Teranga negli Stati Uniti, dove il clima attorno alla squadra appare sempre più complicato.
La sconfitta all’esordio contro la Francia rischia infatti di passare in secondo piano rispetto alle difficoltà che la delegazione sta affrontando lontano dal campo. Al centro delle polemiche c’è l’hotel scelto come base operativa a New York. Secondo le ricostruzioni riportate dai media, la struttura sarebbe lontana dagli standard richiesti da una nazionale impegnata in un Mondiale: camere considerate poco confortevoli e servizi giudicati inadeguati dai giocatori, tra cui figurano stelle come il capitano Sadio Mané e l’ex Napoli Kalidou Koulibaly.
Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata
Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta
A creare ulteriore malcontento è soprattutto la questione alimentare. Il Senegal avrebbe voluto portare con sé il proprio chef, già impiegato in passato per seguire la nutrizione della squadra, ma ciò non è stato possibile. La nazionale si è così affidata al ristorante dell’albergo, che però non avrebbe soddisfatto le esigenze dei calciatori. Per questo motivo Mané, Koulibaly e compagni si trovano spesso a integrare i pasti ordinando cibo e bevande da altri ristoranti direttamente tramite smartphone.
Una situazione insolita per una squadra che punta a essere una delle protagoniste africane del torneo e che, secondo diversi resoconti, sta generando crescente frustrazione all’interno del gruppo. Proprio oggi – in realtà nella notte italiana tra il 22 e il 23 giugno – il Senegal affronta la Norvegia in una sfida già decisiva per il passaggio del turno. Dopo la sconfitta all’esordio contro la Francia, un altro ko contro gli scandinavi guidati da Erling Haaland rischierebbe di pregiudicare la qualificazione ai sedicesimi anche come miglior terza.
Mondiali 2026, i gironi e il nuovo regolamento
Calendario Mondiali: date e orari, dove vedere le partite in tv
L’albo d’oro dei Mondiali
I bonus non pagati e il caso Thiaw
Le difficoltà del Senegal fuori dal campo, peraltro, non riguardano soltanto la logistica. Sullo sfondo restano infatti questioni economiche che alimentano il malcontento nei confronti della federazione. I giocatori non avrebbero ancora ricevuto alcuni bonus legati alla Coppa d’Africa e alla qualificazione mondiale, promessi in precedenza. Ancora più delicata la posizione del commissario tecnico Pape Thiaw. L’allenatore è arrivato al Mondiale con il contratto scaduto e non percepirebbe lo stipendio da cinque mesi. Al momento non sarebbe stata presentata alcuna proposta di rinnovo e la situazione avrebbe dato origine a una disputa legale con la federazione.
Così, mentre il Senegal prova a rilanciarsi nel torneo e a conquistare punti decisivi per la qualificazione, fuori dal campo continua a fare i conti con un contesto caotico: problemi organizzativi, tensioni economiche e un ritiro che assomiglia sempre meno a quello di una nazionale impegnata in un Mondiale.
L’articolo Koulibaly e Mané ordinano cibo d’asporto con le app: il ritiro da incubo del Senegal ai Mondiali proviene da Il Fatto Quotidiano.
