Brindisi, il centrodestra mette Futuro Nazionale fuori dalla maggioranza. E i vannacciani esplodono: “Fate favori alla Cgil”
Il sogno di “governare” la maggioranza di centrodestra è durato una manciata di giorni. Futuro Nazionale non sarà tra i partiti che appoggiano la giunta di Giuseppe Marchionna a Brindisi. Una scelta dei vannacciani? Niente affatto. A non volerli accanto sono i gruppi che sostengono il sindaco. La decisione è maturata dopo un incontro tra il ministro Antonio Tajani, leader di Forza Italia, partito di riferimento del primo cittadino e quello con il maggior numero di assessori, e lo stesso Marchionna. I consiglieri comunali che hanno abbandonato FI e Fratelli d’Italia non saranno in maggioranza, ha annunciato il sindaco insieme ad altri 27 firmatari.
“La maggioranza che governa Brindisi è il risultato di una coalizione politica e programmatica, che vede al suo interno Forza Italia, Fratelli d’Italia, Liste civiche, Lega e Pri – hanno scritto in una nota congiunta – Essa basa le sue fondamenta su principi ispiratori, quali la transizione energetica, ambientale e digitale; la rigenerazione urbana, che guarda all’inclusione; l’accoglienza e la partecipazione; la sperimentazione degli spazi civici di prossimità dedicati alla partecipazione, alla coesione sociale e alla collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni”.
L’amministrazione “ha un rapporto proficuo col Governo nazionale e con l’Europa, attraverso un dialogo costante e costruttivo, proprio perché conscia dei problemi della sfida sottesa”, hanno continuato sottolineando che “il programma che stiamo attuando non esclude alcuno”. In sostanza, i valori emersi durante l’assemblea nazionale di Futuro Nazionale sarebbero incompatibili con i partiti che guidano la città. Così gli ex forzisti Nicola Didonna, Luca Tondi e l’ex meloniano Cesare Mevoli sono stati messi alla porta. La quarta consigliera transitata con Futuro Nazionale, Maria Ciaccia, era poi rientrata nei ranghi di Forza Italia nel giro di poco più di 24 ore. E ha anche firmato il documento contro l’appoggio del gruppo consiliare alla giunta Marchionna.
La decisione della maggioranza ha mandato su tutte le furie il deputato Rossano Sasso, il “ras” di Roberto Vannacci in Puglia. Facile capire perché: Brindisi è stata la prima città nella quale per 48 ore Futuro Nazionale ha accarezzato la possibilità di essere il partito di maggioranza relativa. Messo alla porta, nel giro di qualche giorno, FnV ha subito trovato l’occasione buona per attaccare il sindaco: il patrocinio e la compartecipazione a un’iniziativa della Cgil, alla quale ha partecipato anche il segretario generale confederale Maurizio Landini, sulla chimica di base, che a Brindisi è in sofferenza per la chiusura del petrolchimico di Eni e l’addio di LyondellBasell.
Con il patrocinio, ha sostenuto Sasso, il “sindaco Marchionna e Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia ha fatto risparmiare a Landini qualche migliaia di euro attraverso la concessione della gratuità dell’occupazione del suolo pubblico. Lo stesso Landini che invita alla rivolta sociale e che insulta il centrodestra, lo stesso Landini che infatti proprio a Brindisi ha attaccato il governo. Ora è tutto chiaro: con Futuro Nazionale in maggioranza tutto questo non sarebbe mai accaduto, ecco perché non ci hanno voluto. I soldi dei brindisini ai comunisti di Landini anche no! Capite quando parliamo di centrodestra sbiadito, smunto, pavido e timoroso a cosa ci riferiamo?”, l’attacco dell’ex leghista.
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