“La politica è felice di vincere nell’atletica o nel volley grazie a questi atleti. Nel calcio dobbiamo muoverci”: Malagò sui calciatori di seconda generazione

“Non ho mai detto una parola sullo Ius Soli, che fa parte della politica, ma io sostengo il principio di sussidiarietà sportiva“, tra le tante risposte date da Giovanni Malagò, neo presidente della Figc, nel corso della sua prima conferenza stampa c’è anche questa. Il nuovo numero uno del pallone ha parlato della questione riguardanti gli italiani nati all’estero o di seconda generazione, prendendo una posizione netta. “Negli altri sport puoi prendere tempo e traccheggiare, nel calcio no: se non dai la cittadinanza, dopo un secondo arriva un altro Paese, dà il passaporto al ragazzo e tu l’hai perso. Questo è inaccettabile“, ha tuonato subito Malagò, che si è poi ricollegato anche agli attuali Mondiali: “Sono rimasto scioccato nel leggere che il 40% di chi gioca il Mondiale non è nato nel paese per cui gioca. Ci sta l’incidenza alta nel Curaçao o nel Marocco, ma ci sono anche paesi come la Francia, la Svezia, il Belgio, la Germania e altre nazioni che hanno usato questo serbatoio”.

Diversi gli esempi di sport vincenti in Italia grazie anche e soprattutto a italiani nati all’estero o comunque con doppia cittadinanza. Dalla pallavolo all’atletica, sarebbero diversi gli esempi da menzionare: “La politica è felice di vincere nell’atletica o nel volley grazie a questi atleti. Nel calcio dobbiamo muoverci, o subiremo i danni“, ha concluso il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Tra gli altri temi affrontanti da Malagò nel corso della conferenza, anche le tre ‘stelle polari’ su cui si baserà: “Per prima cosa si deve compattare la squadra che, si è visto, ha delle ‘discrete’ personalità. Poi c’è il progetto tecnico. E infine dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica, o meglio con una parte della politica”. Eletto con 343.084 voti (68.5%), Malagò ha sconfitto come già annunciato lo sfidante Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti ed ex presidente della Figc dal 2007 al 2014 che ha chiuso con 145.936 voti, cioè meno del 30% (29-17%).

Tra le domande più gettonate c’è ovviamente quella sul nuovo ct della Nazionale: “Non ho parlato con nessuno. Ci cominciamo a mettere la testa. Facciamo un po’ di ragionamenti. Bisognerà parlarne, vedere i bilanci. L’allenatore a prescindere dal suo curriculum deve abbracciare il discorso in tutto e per tutto, non si può dire armatevi e partite”, ha spiegato Malagò che ha poi affrontato anche il tema relativo agli Europei del 2032, che l’Italia deve organizzare con la Turchia, ma è alle prese con dei problemi strutturali. Bisogna infatti individuare gli stadi in grado di ospitare le partite: “È una sfida nella sfida, ho parlato con Ceferin nei giorni scorsi, ho ricevuto già messaggi da Infantino. Michele Uva è il nostro responsabile organizzativo per la Uefa, dobbiamo individuare questi 5 stadi”.

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