Archivio Tag: Sardegna

Sardegna, surfista di 12 anni salva un turista torinese dall’annegamento in Costa Rei

A soli dodici anni ha salvato un 59enne che stava per annegare in mezzo al mare agitato insieme al nipote. È successo in Costa Rei, nel Sarrabus, dove il ragazzino, appassionato di surf, ha visto due turisti in difficoltà e li ha raggiunti, permettendogli di tornare a riva: “Erano da poco passate le 11 – racconta un bagnante – e ho visto un signore di circa 60 anni e il nipote fare il bagno. Il mare era molto agitato. Si sono spinti forse troppo al largo e non sono più riusciti a rientrare”.

È in quel momento che il 12enne è intervenuto: “Il ragazzino era in mare con il surf – racconta il giovane testimone – ha visto l’uomo annaspare con a fianco il nipote, li ha raggiunti dicendo al più giovane, che gli era sembrato più in forma, di tornare a riva. Poi ha fatto salire l’uomo sulla tavola e lo portato in salvo sulla spiaggia“. Per lui applausi dai bagnanti che aspettavano l’esito del salvataggio sulla battigia: “Sei un eroe, almeno per un giorno”, gli hanno detto in coro. Nel frattempo il nipote aveva fatto scattato l’allarme. Il turista, un torinese, è stato soccorso prima da un medico che si trovava lì, poi dai sanitari del 118 e poi trasportato all’ospedale con l’elisoccorso. Le condizioni dell’uomo non sono gravi.

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Sardegna, incendio in Ogliastra: fiamme alte fino a 10 metri. Evacuati una spiaggia, due campeggi e un hotel

Un nuovo incendio a Cea, nella provincia sarda dell’Ogliastra, dopo il disastro nella vicina Tortolì dello scorso sabato. Le fiamme, alte fino a 10 metri, sono divampate vicino alla spiaggia del paese e si sono poi estese fino ad alcune strutture turistiche della zona, due campeggi e un albergo, oltre che a una colonia di salesiani. Tutte le strutture sono state fatte evacuare, così come la spiaggia, mentre per tentare di spegnere gli incendi sono stati impiegati i canadair. La Protezione civile ha riferito che sono stati registrati circa 50 incendi dal 1 giugno solo nella zona di Nuoro e dell’Ogliastra e che, oltre a mettere in pericolo turisti e abitanti, stanno distruggendo sterminate aree di macchia mediterranea.

Questa volta, è toccato alla località di Cea, a metà tra Bari Sardo e Tortolì. Ad alimentare le fiamme, che sembrano essere generate da un focolaio ancora attivo da domenica, è stato il forte Maestrale che ha fatto sì che raggiungessero anche i due campeggi per camper e la colonia di salesiani della zona. L’Hotel colpito dalle fiamme è invece il Baia di Cea. Gli ospiti della struttura sono stati immediatamente allontanati, facendoli passare per la spiaggia perché sarebbe stato impossibile farli transitare tra le strette vie nelle vicinanze del resort. Ad allarmare la proprietaria del Baia di Cea è stata la presenza nella struttura di una bombola di gas che la protezione civile si è subito mobilitata per mettere in sicurezza. “Qui perdo il lavoro di una vita. Ma quando arriva il canadair?”, sono state le parole della donna nei momenti di panico che hanno seguito lo scoppio del rogo.

Il sindaco di Bari Sardo, Ivan Mameli, che sta coordinando le operazioni di soccorso per l’incendio, ha fatto sapere che anche la spiaggia è stata evacuata e che le strade sono tenute libere per agevolare il transito dei mezzi di soccorso, nella speranza che l’area venga messa in sicurezza a breve.

L’incendio che sabato 13 luglio aveva colpito la vicina Tortolì e per il quale è stata aperta un’indagine al fine di accertarne l’origine, aveva già causato gravi danni alla zona: centinaia di ettari di macchia mediterranea sono stati bruciati e un sito archeologico è stato danneggiato. A farlo presente è l’assessore dell’Ambiente della regione Sardegna, Gianni Lampis, che ha commentato così i danni causati dai continui incendi: “Usciamo da due giorni molto pesanti, i più difficili finora dalla campagna antincendio. Il rogo di Tortolì ha interessato un sito di interesse comunitario all’interno del quale è presente anche un’area archeologica. Quindi c’è un danno ambientale e culturale“.

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Sardegna, corruzione per l’ampliamento di alcuni hotel di lusso in Costa Smeralda: a processo l’ex ministro Franco Carraro

È stato rinviato a giudizio con l’accusa di concorso in corruzione l’ex ministro e senatore di Forza Italia Franco Carraro nell’ambito della maxi inchiesta giudiziaria sui presunti abusi edilizi commessi in Costa Smeralda, in Sardegna. Al centro del processo ci sono infatti le licenze di concessione edilizia per ampliamenti ai noti alberghi di lusso RomazzinoPitrizza e Cervo che la società Sardegna resorts avrebbe ottenuto sulla base di un “sistema corruttivo. Pressioni, favori e lavori gratis in cambio di “via libera ad abusi”: questa è la tesi della Procura di Tempio Pausania, accolta dal giudice per l’udienza preliminare che ha stabilito il rinvio a giudizio per Carraro e altre 8 persone, tra cui manager, progettisti e funzionari del comune di Arzachena, nel cui territorio ricade l’enclave esclusiva.

Oltre a Carraro, finito sotto accusa in qualità di presidente della Smeralda Holding sono imputati gli ex manager di Sardegna Resort Mariano Pasqualone – amministratore delegato, figura storica in Costa – e Alexandra Dubrova; l’ex dirigente del Comune di Arzachena Antonello Matiz, il membro della commissione paesaggistica della Regione Sardegna Antonio Tramontin, l’ex comandante della Polizia locale di Arzachena Giovanni Mannoni, l’impresario Angelo Filigheddu, l’ingegnere Tonino Fadda e il commercialista e tributarista milanese Stefano Morri, membro del consiglio di amministrazione della Holding Costa Smeralda sotto la gestione del finanziere libanese con passaporto statunitense Tom Barrack. Per alcuni degli imputati resta in piedi anche l’accusa di abuso d’ufficio, mentre il gup ha dichiarato prescritti i presunti abusi edilizi.

Gli ampliamenti in questione riguardano tre grandi alberghi a cinque stelle della Sardegna Resort (società oggi di proprietà dei fondi Sovrani del Qatar, acquisiti nel 2012 dalla Colony Capital di Tom Barrack): il Romazzino, il Pitrizza e lo storico Hotel Cervo. Secondo la difesa, i lavori erano stati eseguiti nel pieno rispetto delle norme vigenti, seguendo le prescrizioni messe a disposizione di società immobiliari e dei comuni sardi dal cosiddetto “Piano Casa“, che prevedeva la possibilità di aumenti del 30% delle cubature degli immobili preesistenti. Argomentazioni non ritenute valide dal gup, che ha deciso per il rinvio a giudizio collettivo, ritenendo gli ampliamenti frutto di connivenze e corruzione. Il processo comincerà il prossimo 16 ottobre.

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Sardegna, Magnini salva un bagnante in mare a Cala Sinzias. L’uomo stava rincorrendo un materassino gonfiabile

Stai per annegare, ma a salvarti arriva un campione di nuoto. E’ quanto accaduto a un bagnante a largo di Cala Sinzias, fra Villasimius e Costa Rei, in provincia di Cagliari. A soccorrerlo è stato nientemeno che Filippo Magnini, medaglia di bronzo alle olimpiadi di Atene 2004 e due volte campione del mondo di nuoto, sempre nei 100 stile libero. A dare la notizia è stato il direttore della Provincia di Cremona, Marco Bencivenga, che ha assistito a tutta la scena. 

L’uomo era in acqua, intorno alle 15, e stava cercando di rincorrere un materassino gonfiabile che aveva preso il largo, trascinato dal vento. Qualcosa però è andato storto, forse un crampo o un lieve malore. A un certo punto il bagnante ha iniziato a urlare, nel tentativo di richiamare l’attenzione degli amici e dei bagnini del Lido Tamatete. Nei pressi dell’emergenza si trovavano proprio Magnini e la sua compagna Giorgia Palmas: l’ex atleta si è subito precipitato per intervenire, ha raggiunto il turista e lo ha tenuto a galla in attesa dei soccorritori. 

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Manuel Careddu, i due minorenni che uccisero 18enne per 300 euro condannati a 16 anni. Madre vittima: “Sono pochi”

Sono stati condannati a 16 anni di reclusione dal tribunale di Cagliari i due minori che lo scorso 11 settembre avevano ucciso un 18enne, Manuel Careddu, che pretendeva da loro il pagamento di 300 euro di hascisc. Per entrambi la Procura aveva chiesto 18 anni. All’udienza, che si è svolta a porte chiuse come le precedenti, erano presenti anche i parenti della vittima, tra cui la madre Fabiola Balardi: “Sono molto delusa, sedici anni sono pochi, ma almeno quelli li faranno”. Con lei c’erano la sorella e la zia del 18enne, anche lei disperata per la pena troppo bassa. La giudice del tribunale dei minori, Michela Capone, dopo una camera di consiglio di circa 4 ore, ha pronunciato un verdetto articolatissimo che ha richiesto quasi un’ora di lettura: tra le altre cose nel dispositivo è stato specificato che le attenuanti sono state ritenute prevalenti, cosa che ha permesso lo sconto di due anni sulla pena minima prevista per l’omicidio premeditato.

I due condannati, un ragazzo e una ragazza che al momento del reato avevano rispettivamente 16 e 17 anni, avevano ucciso Careddu, sulle rive del lago Omodeo, nel cuore della Sardegna, massacrandolo e facendolo a pezzi, prima di seppellirlo nella campagna di Oristano. Lì 18enne pretendeva dai suoi assassini il pagamento di 300 euro di hascisc. I due erano accusati sia di omicidio volontario che di occultamento di cadavere, reati per i quali l’accusa aveva chiesto 18 anni di reclusione, riconoscendo le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti, così come previsto quando a commettere un reato sono dei minori. Il giudice, invece, ha deciso diversamente. Anche l’avvocato della famiglia della vittima, Luciano Rubattu, si dice deluso, ma aggiunge: “E’ comunque importante che sia stata accertata la nostra ricostruzione dei fatti e quella dell’accusa. Ora aspetteremo le motivazioni per decidere come muoverci”. Il legale del 17enne condannato, Gianfranco Siuni, si è invece detto sicuro di poter dimostrare in appello che per il suo assistito non ci fu premeditazione.

All’omicidio e all’occultamento del cadavere avevano partecipato altri tre ragazzi: Christian Fodde, fidanzato della minorenne condannata oggi, Riccardo Carta e Matteo Sanna. Domani a Oristano si terrà un’udienza del processo al tribunale di Oristano nel quale sono imputati.

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Sardegna, il governatore Solinas si è dimesso da senatore dopo 4 mesi di incompatibilità

Alla fine Christian Solinas si è dimesso da parlamentare. Il governatore sardo ha consegnato a metà pomeriggio le sue dimissioni da senatore nelle mani dell’ufficio di presidenza di Palazzo Madama. Il parlamentare leghista, leader del Partito ardo d’azione, ha posto così fine all’incompatibilità del suo mandato, che dura da quando a febbraio è stato eletto anche presidente della Regione Sardegna. Ora la Giunta per le immunità parlamentari di palazzo Madama preparerà una proposta per l’Aula e poi le dimissioni verranno messe ai voti. La consegna delle dimissioni da senatore è arrivata proprio nel giorno in cui a Christian Solinas è stato notificato un ricorso presentato dai Radicali Italiani riguardante proprio la sua situazione di incompatibilità.

Il tribunale di Cagliari ha fissato per giovedì 1 agosto alle 10 la prima udienza. Nel frattempo resta in piedi anche la richiesta di accesso agli atti inoltrata dal gruppo dei Progressisti nel Consiglio regionale sardo alla Ragioneria della Regione, per avere una parola certa e inconfutabile sulla retribuzione che il governatore ha percepito in questo periodo: doppio stipendio o singolo? Dopo che l’Aula di Palazzo Madama avrà accettato la richiesta di dimissioni di Solinas, al suo posto nel gruppo Lega Salvini Premier-Psd’Az subentrerà la prima dei non eletti alle politiche del 4 marzo 2018, Lina Lunesu Galizia. Lo ha comunicato in Aula al Senato il presidente Elisabetta Casellati, come da indicazioni della Giunta.

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“‘Il mare più bello 2019” è il Tirreno: la classifica di Legambiente e Touring Club che valuta anche i comuni plastic free

Le località più belle d’Italia si affacciano sul Tirreno. Quest’anno la guida di Legambiente e Touring Club Italiano, “Il mare più bello 2019” assegna il riconoscimento delle 5 vele a sette comprensori turistici bagnati da quelle acque. Pollica (Salerno) e il Cilento Antico al top della classifica, seguiti da Castiglione della Pescaia (Grosseto) e la Maremma Toscana e Posada (Nuoro) con le Terre della Baronia e il Parco di Tepilora. Se il Terreno è il mare più premiato, la classifica delle regioni vede la Sardegna al primo posto seguita da Sicilia, Puglia, Campania e Toscana. Sono in tutto 97 i comprensori turistici individuati sulla base dei dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche ambientali e sulla qualità dell’ospitalità. E quest’anno entra nella guida un nuovo simbolo: quello dei comuni “plastic free”.

LE 5 VELE – La Sardegna è dunque la regione più premiata con 5 comprensori a 5 vele: dalle terre della Baronia di Posada, poco sotto Olbia, all’area più a nord che comprende la Gallura costiera; a sud le 5 vele sventolano invece sul litorale di Baunei (Nuoro) e su quello di Chia, la famosa spiaggia del Comune di Domus De Maria (Sud Sardegna). Cinque vele anche sulla costa nord occidentale, lungo il litorale della Planargia, che comprende il Comune di Bosa (Oristano). Importanti anche i riconoscimenti ottenuti da Sicilia, Puglia, Campania e Toscana. Nel primo caso la vacanza a 5 vele è assicurata in tre comprensori fra i primi classificati: il Litorale Nord di Trapani, le coste dell’isola di Pantelleria, sempre in provincia di Trapani, e quelle dell’isola di Ustica, in provincia di Palermo. In Puglia lungo la costa del Parco Agrario degli Ulivi secolari, tra le provincie di Bari e Brindisi e, poco più sotto, nell’Alto Salento Adriatico e nell’Alto Salento Jonico, entrambi in provincia di Lecce. La Campania piazza due comprensori al top: il Cilento Antico, vincitore di quest’anno e la Costa del Mito, entrambi in provincia di Salerno. Due comprensori a 5 vele anche per la Toscana, i comuni della Maremma Toscana e quelli della Costa d’Argento e dell’isola del Giglio, tutti in provincia di Grosseto, mentre in Liguria le Cinque vele sventolano sui tre Comuni delle Cinque Terre.

COMPRENSORI A 4 VELE – Le 4 vele sventolano in Sardegna su dieci comprensori turistici: sul litorale di Pula a sud dell’isola, nel Golfo degli Angeli, lungo la costa sud occidentale e le isole sulcitane, sulla Costa Verde, nel Golfo di Oristano, in quello dell’Asinara, nell’arcipelago de la Maddalena, nel Golfo di Olbia che comprende l’area marina protetta di Tavolara e ancora nel Golfo di Orosei e, poco più a sud, lungo il litorale dell’Ogliastra. Per quanto riguarda la Toscana, le 4 vele vanno all’isoletta di Capraia, nell’Arcipelago Toscano. In Puglia, al versante Sud del Gargano, alle Isole Tremiti e al Basso Salento Adriatico. In Sicilia a Egadi e Pelagie, all’isola di Salina e al Golfo di Noto. Le 4 vele sventolano anche sul Golfo dei Poeti e lungo la Baia di Levante, in Liguria. In Lazio lungo le coste delle isole Ponziane, sulla Riviera di Ulisse e la Maremma Laziale. In Campania, sui comuni della Costiera Amalfitana e l’Isola di Capri e nella Penisola Sorrentina, in Basilicata lungo la Costa di Maratea e, in Calabria, sulla Costa dei Gelsomini. Risalendo il mar Adriatico 4 vele sono state assegnate quest’anno alla costa dell’Area Marina Protetta del Cerrano in Abruzzo e alla Riviera del Conero, nelle Marche.

I LAGHI – La guida dedica anche una sezione alle località del turismo lacustre. In questo caso è il Trentino-Alto Adige la regione al top per numero di comprensori tra i primi classificati, con tre laghi dei sette a 5 vele: il lago di Molveno, quello di Fiè e quello di Monticolo. Cinque vele anche per il lago dell’Accesa, in Toscana, quello di Avigliana Grande, in Piemonte, il lago del Mis in Veneto e la riva Occidentale del Lago di Garda.

I COMUNI PLASTIC FREE – Quest’anno entra nella guida un nuovo simbolo: è quello dei comuni ‘”plastic free“, cioè che hanno adottato misure per ridurre la plastica monouso sul proprio territorio. Sono 32 quelli presenti nella guida: San Vito Chietino (Chieti), Maratea (Potenza), Castellabate e Pollica (Salerno), Capri e Ischia (Napoli), Sperlonga (Latina), Riomaggiore e Vernazza (La Spezia), Bordighera (Imperia), Otranto (Lecce), Isole Tremiti (Foggia), Carloforte e Domus de Maria (Sud Sardegna), Realmonte, Lampedusa e Linosa (Agrigento), Capo d’Orlando, Taormina, Malfa e Santa Marina Salina (Messina), Favignana, Pantelleria e San Vito lo Capo (Trapani), Noto (Siracusa), Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana Marina e Porto Azzurro (Livorno), Castiglione della Pescaia, Follonica e Scarlino (Grosseto) e Chioggia (Venezia).

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Sardegna, il caso del doppio incarico di Solinas: senatore e governatore. I consiglieri del centrosinistra: “Chiarisca”

È arrivato al Consiglio regionale della Sardegna il caso del doppio ruolo di Christian Solinas: senatore e presidente di Regione. I 18 consiglieri del centrosinistra hanno presentato un’interpellanza sulla questione, fondata sull’incompatibilità prevista costituzionalmente tra le due cariche istituzionali. Nel documento, chiedono che “gli organi della Regione siano ricondotti a piena legittimità. Su questi temi non è tollerabile la minima opacità, considerando che sia la Costituzione che il nostro Statuto vietano, per ovvi motivi, il doppio incarico. Il Presidente riferisca urgentemente in Aula per chiarire questa vicenda sotto ogni profilo”.

Il presidente della Sardegna aveva annunciato più volte l’intenzione di dimettersi, ma non l’ha mai fatto. Eppure, l’articolo 122 della Costituzione parla chiaro: “Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento”. Gli esponenti di Partito democratico, Progressisti e Liberi e Uguali ricordano anche che “la normativa vigente vieta il cumulo delle indennità con ogni altro emolumento e fino al momento dell’esercizio dell’opzione non sarebbe dovuto alcun trattamento economico per la carica sopraggiunta”. Il punto, sottolineato dalle opposizioni, è che “Solinas potrebbe, a quanto riferiscono le fonti giornalistiche mai ufficialmente smentite, percepire entrambe le indennità riconosciute per le funzioni pubbliche a lui attribuite”.

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Cagliari, M5s revoca il simbolo al suo candidato sindaco dopo frasi antiabortiste e contro unioni gay

L’ufficialità della sua candidatura a sindaco di Cagliari era arrivata appena due giorni fa, il 14 maggio. Oggi, a distanza di neanche 48 ore, il suo nome e la lista a lui collegata sono scomparsi dagli elenchi pubblicati sul sito del M5s per le elezioni amministrative del 2019. Ad oggi, quindi, Alessandro Murenu non compare più tra i candidati alla poltrona di primo cittadino del capoluogo sardo. Il mistero sulla sparizione è durato poco. Secondo l’agenzia Ansa, che cita fonti pentastellate, il Movimento 5 Stelle ha revocato la certificazione del simbolo a Murenu. La motivazione ufficiale della revoca non è stata ancora comunicata, ma sul cardiochirurgo dell’ospedale Brotzu, nelle ore scorse, si era scatenata una bufera “social” su due post contro le unioni civili e l’aborto. A Cagliari, ha aggiunto l’Ansa, non ci sarà alcun candidato sindaco M5S.

Già dalla mattinata, del resto, il fatto non era passato inosservato: nella pagina web si parla di “Sardegna – tot liste 4″, e nella griglia sotto il link sono indicati in ordine alfabetico i Comuni con più di 15mila abitanti dove si vota il 16 giugno con relativo candidato sindaco a fianco. Tutti (Alghero, Monserrato, Sassari e Sinnai) tranne Cagliari, presente sino alle 17.30 di ieri. Tutto questo avviene a due giorni dalla scadenza del 18 maggio alle 12 fissata per la presentazione delle liste nell’ufficio elettorale della Corte d’Appello. Nel primo pomeriggio, poi, la notizia della revoca, che ripropone quanto accaduto in occasione delle regionali del 2014 quando i grillini rinunciarono alla corsa. La scelta dello staff nazionale di mettere in discussione il nome di Murenu, come detto, è collegata alle polemiche che, nei giorni scorsi, sono infuriate per la “reputazione web” del dottore. Nel suo profilo Facebook – che ieri il diretto interessato ha provveduto a rimuovere – erano presenti una serie di post che hanno scatenato furiose reazioni sui social: uno antiabortista (“chiamare l’aborto un diritto della donna è come chiamare la lapidazione un diritto dell’uomo”) e uno contro le unioni civili gay (“non possono essere ritenute omogenee al matrimonio“).

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