Archivio Tag: Coronavirus

Covid, da lunedì diventano 6 le Regioni in zona gialla. Niente evento di Capodanno a Bologna, in Trentino super Green pass anche al bancone

Sei Regioni e 12 milioni di italiani passeranno il Natale in zona gialla. L’ufficialità arriverà venerdì con l’ordinanza del ministro Roberto Speranza e la misura entrerà in vigore come di consueto lunedì prossimo, ma i numeri danno la certezza del passaggio in zona gialla da lunedì di Liguria, Marche, Veneto e della provincia di Trento – salvo variazioni all’ultimo dovute però ad un aumento di posti nei reparti da parte delle Regioni e non ad un miglioramento dei dati – che si andranno ad aggiungere a Friuli Venezia Giulia, Calabria e provincia di Bolzano. È la conferma dei contagi in crescita e della pressione sugli ospedali che aumenta in tutta Italia, con gli amministratori locali che intanto introducono nuove restrizioni per le festività, il periodo che temono di più, viste anche le incognite legate alla variante Omicron. Infatti, Bologna si aggiunge alle altre città che già hanno rinunciato a un evento in piazza per Capodanno: il Comune ha deciso di annullare la festa in Piazza Maggiore. Mentre sempre in Trentino il presidente Maurizio Fugatti prova già ad aumentare le restrizioni e firma un’ordinanza che prevede l’obbligo di super Green pass anche per consumare al bancone. La stretta è valida fino al 15 gennaio.

“Da lunedì la Liguria sarà in zona gialla per le prossime due settimane. Secondo il report del 16 dicembre l’incidenza media settimanale ogni 100mila abitanti si attesta a 313 (314 Savona, 235 Spezia, 647 Imperia, 229 Genova) mentre i posti letto occupati in area medica sono al 17% e quelli in terapia intensiva sono al 12%“, scrive in una nota il governatore Giovanni Toti, che è anche assessore alla Sanità in Liguria. “Un dato che ci aspettavamo – prosegue – vista la circolazione del virus nei giorni scorsi e che conferma come ci troviamo nel picco della quarta ondata. Fortunatamente grazie ai vaccini, gli ospedali e le terapie intensive sono occupate di un terzo rispetto allo scorso anno e questo – ha concluso Toti – ci permette di non avere situazioni di allarme negli nostri ospedali”.

Oltre ai contagi, però, anche i ricoveri sono in aumento e il timore è che la pressione sulle strutture sanitarie possa aumentare, specialmente se cene e feste durante le festività natalizie causeranno nuovi focolai. Per questo sindaci e governatore stanno sempre più scegliendo la linea della prudenza e anche Bologna annulla il Capodanno in piazza Maggiore. “Una decisione che assumiamo con senso di responsabilità e che credo sarà compresa dai cittadini bolognesi – spiega il sindaco Matteo Lepore – In un momento in cui i contagi tornano a salire e nel quale chiediamo a tutti di vaccinarsi e proteggersi, compresi i nostri bambini e bambine, dobbiamo evitare occasione di potenziali contagi o situazioni non coerenti”. In Emilia-Romagna anche Parma e Reggio Emilia hanno annullato i consueti festeggiamenti in piazza per il passaggio all’anno nuovo. Rimini ha deciso di non tenere il tradizionale Concertone ma manterrà eventi diffusi in città e dj set con ingressi probabilmente contingentati.

Anche in Trentino i sindaci hanno deciso di comune di accordo di annullare gli eventi in piazza per la notte di San Silvestro. Ma ora arriva un’ulteriore stretta, decisa dal presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti. La sua ordinanza prevede l’obbligatorietà, dal 17 dicembre e fino al 15 gennaio 2022, del possesso del Green pass rafforzato per poter effettuare nei locali consumazioni al banco. Nel provvedimento si legge che “sul territorio provinciale, nell’ambito dell’attività di ristorazione o di somministrazione di pasti e bevande, svolta da qualsiasi esercizio, compresi gli operatori agrituristici ed enoturistici, anche gli avventori che consumano al banco al chiuso devono essere muniti del cosiddetto ‘Green Pass rafforzato’”.

L’articolo Covid, da lunedì diventano 6 le Regioni in zona gialla. Niente evento di Capodanno a Bologna, in Trentino super Green pass anche al bancone proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Covid, le misure anti-Omicron. Locatelli: “Ipotesi tampone ai vaccinati per i grandi eventi”

Solo vaccinati e guariti possono partecipare ai grandi eventi con il super Green pass, ma a breve potrebbero avere bisogno di esibire anche un tampone negativo. È “un’ipotesi da considerare se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare”, ha spiegato il coordinatore del Cts e presidente del Css, Franco Locatelli, parlando a SkyTg24. Il governo valuta la possibilità di nuovi interventi restrittivi per fermare la crescita dei contagi e la diffusione della variante Omicron. “Va tutelato il vantaggio che è stato accumulato dal nostro Paese e soprattutto vanno protette le vite degli italiani”, ha ribadito lo stesso Locatelli. Ecco la ragione dell’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza che ha introdotto l’obbligo del tampone anche per i vaccinati che dai paesi dell’Ue vengono in Italia. Ma non vanno esclusi anche altri interventi, a partire dall’obbligo di mascherina all’aperto, già ventilato nell’ultimo Consiglio dei ministri.

Il governo rischia di attendere troppo e ritrovarsi a breve nella stessa situazione di altri Paesi europei, dove i casi sono schizzati oltre i 50mila al giorno. Intanto, sei Regioni e 12 milioni di italiani passeranno il Natale in zona gialla e oggi si registra il nuovo record della quarta ondata con 26mila casi in un giorno. Per questo l’esecutivo non esclude ulteriori misure se la situazione dovesse peggiorare, a partire appunto dalla possibilità di introdurre l’obbligatorietà del tampone per i vaccinati che vogliono andare a vedere le partite in stadi e palazzetti, entrare in discoteca o assistere ad un concerto.

“Ci aspettiamo un aumento dei casi Omicron, ce lo dice il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) e ce lo dicono le esperienze che arrivano da altri paesi – sottolinea il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro – Siamo ancora nella battaglia e anche se abbiamo una condizione di crescita più controllata è pur sempre una crescita“. Il report settimanale di Gimbe certifica inoltre che da ormai due mesi la corsa del virus non accenna a rallentare tanto da portare “verso una pericolosa congestione degli ospedali”. I numeri in crescita trovano comunque conferma nel passaggio in zona gialla da lunedì di Liguria, Marche, Veneto e della provincia di Trento – salvo variazioni all’ultimo dovute però ad un aumento di posti nei reparti da parte delle Regioni e non ad un miglioramento dei dati – che si andranno ad aggiungere a Friuli Venezia Giulia, Calabria e provincia di Bolzano.

L’articolo Covid, le misure anti-Omicron. Locatelli: “Ipotesi tampone ai vaccinati per i grandi eventi” proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Covid, in un mese 40% di contagi in più negli Usa. Licenziati 103 marines no vax. A New York raddoppiata la percentuale di positivi

Gli Usa fronteggiano una nuova nuova ondata di contagi provocati da covid: i nuovi casi del coronavirus Sars Cov 2 hanno registrato un incremento del 40% nell’ultimo mese con quasi 120.000 nuove infezioni al giorno e una media di 1.330 morti al giorno. A risentirne sono gli ospedali che registrano una impennata di ricoveri e in alcuni casi hanno i reparti vicino al limite di capacità. Difficilissima la situazione in moltissime terapie intensive che – secondo gli ultimi dati del ministero della Sanità Usa – hanno il 78% dei letti pieni. Solo a Baltimora nel Maryland (poco meno del 70% della popolazione vaccinata) le ospedalizzazioni sono salite addirittura del 72% in sole due settimane.

E “Omicron diventerà senza dubbio presto la variante dominante in Usa”, ha detto oggi l’immunologo Anthony Fauci. Il consigliere della Casa Bianca ha spiegato: “La variante Omicron ha quella che definiamo la capacità di raddoppio in tre giorni”. Ossia i contagi raddoppiano ogni tre giorni. Da oggi inoltre stanno scattando una dopo l’altra le cancellazioni di lezioni in presenza in varie scuole e college del Paese. Alcune università stanno mantenendo gli esami di fine anno in persona – sempre con prova di vaccinazione da parte degli studenti – ma stanno eliminando tutte le attività non strettamente accademiche. È il caso di Princeton e della New York University. In allerta la Cornell University dove sono stati scoperti 903 casi di cui una “alta percentuale” sono causati da Omicron.

Proprio a New York la percentuale di persone positive al Covid è raddoppiata in tre giorni fra il 9 e il 12 dicembre: un balzo che – secondo uno dei consiglieri del sindaco uscente Bill de Blasio – indica il diffondersi della variante Omicron. “Non abbiamo mai visto prima questo a New York”, ha twittato Jay Darma, professore alla Cornell e consigliere per la salute pubblica. Negli ultimi sette giorni la città ha registrato una media di 2.899 di casi positivi al giorno.

Intanto gli Usa procedono con i licenziamenti degli appartenenti alle forze armate che rifiutano il vaccino diventato obbligatorio. Il corpo dei marines ha cacciato 103. La notizia, riportata dalla Cnn, arriva nello stesso giorno in cui l’esercito ha annunciato di aver rimosso per lo stesso motivo sei ufficiali, compresi due comandanti, e che quasi 4.000 soldati si sono opposti all’immunizzazione. La percentuale di vaccinati nelle forze armate Usa è comunque alta: circa 98% nell’esercito e nella marina, 97,5% per l’aviazione e 95% per i Marines. Due giorni fa l’Air Force aveva congedato 27 piloti agli inizi di carriera e quindi giovani: nessuno di loro ha cercato un’esenzione religiosa o sanitaria. L’Air Force aveva concesso al suo personale fino al 2 novembre per la vaccinazione e in migliaia di sono rifiutati o hanno cercato di ottenere qualche tipo di esenzione. Gli Stati Uniti hanno superato le 800mila vittime.

L’articolo Covid, in un mese 40% di contagi in più negli Usa. Licenziati 103 marines no vax. A New York raddoppiata la percentuale di positivi proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Coronavirus, i dati: 21.042 nuovi contagi e 96 morti. Il tasso di positività in aumento al 3,7%

Sono 21.042 i nuovi casi di positività al coronavirus comunicati dal ministero della Salute sabato 11 dicembre, frutto di 565.077 tamponi molecolari e antigenici effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Sono inoltre 96 i morti in un giorno, ieri erano stati 118. Il tasso di positività è al 3,7%, in aumento rispetto al 2,86% di ieri. Sono invece 818 i pazienti in terapia intensiva in Italia, 2 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 76. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 6.539, 56 in più da venerdì.

Sono 273.882 gli attualmente positivi al Covid in Italia, secondo i dati del ministero della Salute, 10.734 in più nelle ultime 24 ore. Dall’inizio della pandemia i casi totali sono 5.206.305, i morti 134.765. I dimessi e i guariti sono invece 4.797.658, con un incremento di 10.205 rispetto a ieri.

Una settimana fa, sabato 4 dicembre, venivano registrati 4.410 casi in meno, nonostante fossero stati processati circa 70mila tamponi in più. L’aumento dei ricoveri era di +43 unità, contro il +56 di oggi. Soprattutto, si registrano 59 nuovi ingressi in terapia intensiva e 75 morti, mentre dopo una settimana sono saliti rispettivamente a 76 e a 96. Il confronto settimanale sarà completo con i dati di domenica, ma già si nota che oltre all’aumento dei contagi è considerevole anche l’incremento delle ospedalizzazioni. Da lunedì a sabato i ricoverati nei normali reparti sono aumentati di 942 unità.

Veneto e Lombardia superano i 4mila nuovi contagi giornalieri, comunicando rispettivamente 4.062 e 4.024 casi. Sono però le due Regioni che effettuano più tamponi: 112mila in Lombardia, 92mila in Veneto. Lazio, Emilia-Romagna, Campania e Piemonte sono le altre Regioni con più di mille nuovi positivi nelle ultime 24 ore: anche in questo caso, però, bisogna tenere conto del numero di test effettuati e della popolazione residente. Nelle Marche, ad esempio, vengono comunicati 565 casi, ma con appena 7mila tamponi effettuati.

L’articolo Coronavirus, i dati: 21.042 nuovi contagi e 96 morti. Il tasso di positività in aumento al 3,7% proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Omicron: efficacia vaccino crolla, ma risale al 75% con tre dosi. Le previsioni che spaventano Londra: “Almeno 25mila morti entro aprile”

Un crollo dell’efficacia per AstraZeneca ed un calo significativo per Pfizer. Due dosi di vaccino contro il Covid non sono sufficienti a scongiurare il contagio da variante Omicron: il dato emerge dal nuovo rapporto della Health Security Agency, l’agenzia britannica per la sicurezza sanitaria. La buona notizia, però, è che la cosiddetta dose booster alza significativamente la protezione fino a circa il 75%. Lo studio si è basato sull’analisi di 581 casi da variante Omicron e migliaia di Delta: viene stimata una trasmissibilità molto elevata e una crescita esponenziale dei casi. La conclusione è che entro Natale nel Regno Unito si potrà arrivare a oltre un milione di infezioni. Ma non è l’unico data a spaventare il governo di Londra: uno studio della London School of Hygiene & Tropical Medicine prevede tra le 25mila e le 75mila vittime entro aprile, ovvero nei prossimi 5 mesi.

Le prime analisi nel Regno Unito rispetto alle varianti Omicron e Delta confermano che i vaccini sono meno efficaci a fermare la nuova variante. Secondo le stime dell’Hsa, due dosi di Astrazeneca non offrono protezione dal contagio con Omicron, mentre la protezione con due dosi Pfizer si abbassa a circa il 40%. In entrambi i casi, però, la terza dose fa risalire la protezione dal contagio al 75%. È ancora troppo presto, invece, per capire se ci sia un calo anche nella protezione dal rischio di una malattia grave. Per ora, l’agenzia britannica per la sicurezza sanitaria ha comunque confermato che i vaccini offrono una buona protezione contro casi gravi di Covid per i quali è necessario il ricovero.

Il rapporto britannico segnala anche un aumento del numero di reinfezioni: il 7% dei casi di Omicron riguarda persone che avevano già contro il coronavirus, mentre questo dato si ferma allo 0,4% per quanto riguarda Delta. Ma il confronto che più preoccupa è quello che riguarda la trasmissibilità: il 19% dei casi di Omicron ha provocato focolai familiari contro l’8,5% con Delta. Per questo motivo, come la variante Delta è diventa in breve tempo quella predominante, l’agenzia britannica stima a questo punto che entro la metà di dicembre oltre la metà dei casi nel Regno Unito saranno della variante Omicron. I contagi crescono esponenzialmente, con un tempo di raddoppio a tre giorni. Per questo, conclude l’agenzia, se la crescita dovesse continuare immutata si potrà arrivare a oltre un milione di infezioni entro la fine del mese.

Sulla scorta di questi dati, il governo di Boris Johnson si interroga sulla necessità di adottare nuove restrizioni, oltre al “Piano B” appena entrato in vigore. E a mettere ulteriori pressioni su Downing Street arriva lo studio riportato oggi dal Guardian: gli esperti della London School of Hygiene & Tropical Medicine stimano che nello scenario più ottimistico (bassa fuga immunitaria di Omicron dai vaccini e alta efficacia dei booster), si prevede un’ondata di infezioni che potrebbe portare ad un totale di 175.000 ricoveri ospedalieri e 24.700 decessi tra il primo dicembre di quest’anno e fine aprile 2022. Lo scenario più pessimista preso in esame dagli esperti (elevata fuga immunitaria dai vaccini e minore efficacia dei richiami) prevede un’ondata di infezioni che rischia di portare a un picco di 492.000 ricoveri ospedalieri (circa il doppio di quello registrato a gennaio 2021) e 74.800 decessi entro aprile.

I due scenari, specifica lo studio, non tengono conto di ulteriori misure restrittive che potrebbero essere introdotto. Gli esperti però sottolineano la necessità di nuove strette, perché ritengono che indossare la mascherina e lavorare da casa non siano restrizioni sufficienti. Nonostante le incertezze su Omicron “queste prime proiezioni aiutano a guidare la nostra comprensione dei potenziali futuri in una situazione in rapida evoluzione”, ha sottolineato Rosanna Barnard, che ha co-diretto la ricerca, precisando che “il nostro scenario più pessimistico suggerisce che potremmo dover sopportare restrizioni più rigorose per garantire che il servizio sanitario nazionale non sia sopraffatto: è fondamentale che i responsabili delle decisioni considerino il più ampio impatto sociale di queste misure, non solo l’epidemiologia”.

L’articolo Omicron: efficacia vaccino crolla, ma risale al 75% con tre dosi. Le previsioni che spaventano Londra: “Almeno 25mila morti entro aprile” proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Biglietti per i mezzi pubblici solo con il Green Pass, apertura ministro Giovannini: “Dialogo con aziende, forse a breve le sperimentazioni”

Biglietti per il trasporto pubblico locale acquistabili solo con il green pass. È questa l’idea al vaglio del governo e che potrebbe conoscere a breve una prima sperimentazione, secondo quanto annunciato in mattinata dal ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, intervenuto a Rainews24. “Stiamo dialogando con tutte le aziende di trasporto in questa prospettiva”, ha dichiarato il membro dell’esecutivo guidato da Mario Draghi che, per spiegare l’idea alla base della nuova proposta governativa ha preso ad esempio le regole valide negli impianti sciistici: “Le faccio l’esempio del Dolomiti Superski, che è uno skipass molto usato in cui l’utente carica ogni giorno il proprio green pass e automaticamente questo autorizza solo chi ha il green pass”.

Resta il nodo della fattibilità, con i sistemi informatici di acquisto dei ticket che dovranno essere adattati alle nuove direttive dell’esecutivo. Ma sulle possibilità di successo il ministro vuole rassicurare tutti: “Stiamo studiando dei meccanismi, credo ci siano le condizioni per farlo, siamo abbastanza ottimisti che nelle prossime settimane possano iniziare le sperimentazioni”. Tornando sull’esempio dello skipass, il ministro ha rimarcato che “fare questo sui mezzi di trasporto sarebbe possibile”, anche se ci sono alcuni ostacoli da superare. Uno è la capacità di applicazione del sistema “tutti i giorni”. L’altro è legato a “un tema di privacy”. Ma l’applicazione del piano rimane “importante perché migliorerebbe il servizio ovunque, qui parliamo di e-ticket, biglietti elettronici, e nelle app che vengono sempre più usate ci sono tante informazioni ausiliarie. Ci consentirebbe di far fare un salto di qualità al sistema di trasporto pubblico locale su cui vogliamo investire”, ha aggiunto.

Giovannini ha poi parlato di successo dei controlli a campione effettuati negli scorsi giorni. Il ministro ha dichiarato che sono andati “molto bene, come ha detto la ministra Lamorgese bisogna ringraziare i nostri concittadini perché sono stati estremamente cooperativi. Oggi avremo il quadro dei controlli e delle multe di ieri, ma sui treni regionali Trenitalia ha controllato oltre 600 convogli e 27mila persone e di queste 900 sono state bloccate, il 3,2%. Sono controlli che avvengono sulle piattaforme”. Il ministro ha poi concluso dicendo che questa “è un’indicazione interessante perché abbiamo i dati regionali e potremo capire anche nei prossimi giorni dove ci sono le maggiori criticità. Di quei 900 a cui è stato impedito di salire, circa 600 erano in Campania, circa 100 in Toscana e poi via via. Il meccanismo dei controlli può essere raffinato e migliorati anche sulla base dei dati che man mano raccogliamo”.

Sul tema green pass è intervenuto anche il sottosegretario ai trasporti del Movimento 5 Stelle, Carlo Sibilia, che respinge l’idea di una deroga per gli studenti sui mezzi pubblici: “Sull’obbligo di certificazione verde semplice per gli studenti sui mezzi pubblici non abbiamo intenzione di operare deroghe – ha detto ospite di The Breakfast Club su a Radio Capital – Anzi, bisogna continuare su questa linea. Lo strumento sta funzionando, c’è stata una grande risposta da parte dei cittadini e poche multe, quindi va mantenuto. Su 70mila persone controllate ci sono state solo 130 multe e pochissime denunce. Va fatto un plauso ai cittadini italiani per il rispetto delle norme nel primo giorno di super green pass”.

L’articolo Biglietti per i mezzi pubblici solo con il Green Pass, apertura ministro Giovannini: “Dialogo con aziende, forse a breve le sperimentazioni” proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

“Un ricovero al minuto per il Covid”: l’allarme del ministro della Salute francese. Nuova stretta: discoteche chiuse per 4 settimane

In Francia ogni minuto viene ricoverato un paziente a causa del coronavirus. È l’allarmante dato sulla diffusione del Covid 19 reso noto dal ministro della Salute Olivier Véran durante l’ultima conferenza stampa sulla pandemia, al termine del Consiglio di Difesa. Il ministro ha fatto sapere che la “variante Omicron è molto più contagiosa della Delta”, anche per questo la circolazione del virus risulta essere superiore al picco registrato durante la terza ondata.

Anche per questi numeri la Francia ha quindi deciso di correre ai ripari annunciando una nuova stratta. Il primo ministro Jean Castex ha fatto sapere che le discoteche saranno chiuse per quattro settimane a partire da venerdì. Il premier ha anche auspicato un rafforzamento del telelavoro nelle imprese private, da praticarsi due-tre giorni a settimana nel privato e tre giorni nel pubblico e ha invitato a limitare la convivialità nella vita privata e a rinunciare a festività natalizie, seminari e feste di pensionamento al lavoro. Alle scuole elementari si passa al livello 3 del protocollo, con mascherine anche a ricreazione e misure per evitare affollamenti a mensa.

Secondo Véran ora è necessario “frenare, frenare, frenare” la diffusione della variante Omicron, a oggi identificata in 25 casi in Francia, di cui 21 importati soprattutto dall’Africa australe e quattro trasmessi sul suolo francese. La facilità di diffusione della variante, infatti, “potrebbe causare un’ondata dentro un’ondata”. Tuttavia, per il momento, “nulla ci dice” che la variante “sia più pericolosa”, quindi, al momento, “nulla giustifica un cambiamento nella strategia vaccinale”. Entro il 15 dicembre, ha fatto sapere ancora il ministro, più di 15 milioni di francesi avranno avuto la terza dose del vaccino anti-Covid.

Per quanto riguarda il vaccino ai bambini, il primo ministro ha fatto sapere che la campagna partirà il 15 dicembre per gli under 11 a rischio, mentre per gli altri si partirà attorno al 20 dicembre. Al momento, ha fatto sapere Veran, ci sono ottanta bambini ricoverati per conseguenze del coronavirus, di cui 15 in terapia intensiva.

L’articolo “Un ricovero al minuto per il Covid”: l’allarme del ministro della Salute francese. Nuova stretta: discoteche chiuse per 4 settimane proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Vaccino, terza dose anche per chi è guarito dal Covid da almeno 5 mesi: la circolare del ministero

Coloro che sono guariti dal coronavirus non saranno esentati dalla dose booster del vaccino. A chiarire i dubbi di chi, allo scadere dei 5 mesi dalla seconda iniezione o dalla diagnosi di infezione da Sars-Cov-2, si chiedeva se fosse opportuno prenotarsi per la terza somministrazione è una circolare del ministero della Salute con la quale si chiarisce che questa sarà disponibile anche per coloro che hanno già contratto il Covid. Nel documento si ribadisce anche il consiglio di vaccinarsi entro 12 mesi dalla guarigione per chi non si è mai vaccinato e di fare comunque la seconda dose se l’infezione è stata contratta entro i primi 14 giorni dalla prima somministrazione.

Sono oltre 5 milioni in Italia, secondo gli ultimi dati della sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità, i casi di Covid registrati dall’inizio della pandemia e tra di loro si contano anche persone che avevano già ricevuto il vaccino. Per un’ampia fetta di popolazione era quindi sorto il dubbio sul quando fare la dose booster. Questa la risposta della circolare ministeriale, firmata dal direttore generale della prevenzione del ministero Gianni Rezza: “Visto il parere del Comitato tecnico scientifico, nei soggetti vaccinati prima o dopo un’infezione è indicata la somministrazione di una dose di richiamo, purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno 5 mesi dall’ultimo evento, da intendersi come somministrazione dell’unica/ultima dose o diagnosi di avvenuta infezione”.

Ai fini del completamento del ciclo primario di vaccinazione, il ministero sottolinea che nei guariti che non sono stati vaccinati entro i 12 mesi dalla guarigione “è indicato procedere il prima possibile con un ciclo primario completo, ovvero due dosi di vaccino bidose o una dose di vaccino monodose”. Nei soggetti che contraggono un’infezione da Sars-CoV-2, entro il 14esimo giorno dalla prima dose di vaccino, “è indicato il completamento della schedula vaccinale con una seconda dose entro 6 mesi dalla documentata infezione”. Trascorso successivamente un intervallo minimo di almeno 5 mesi dal completamento del ciclo vaccinale è “quindi indicata la somministrazione di una dose di richiamo, ai dosaggi autorizzati”.

L’articolo Vaccino, terza dose anche per chi è guarito dal Covid da almeno 5 mesi: la circolare del ministero proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

“Dovevo lavorare”: chi è Guido Russo, il dentista no vax di Biella con il finto braccio in silicone. Ora è stato denunciato per truffa

Cinquantasette anni e due studi odontoiatrici, uno da titolare a Biella e uno da socio, a Valle Mosso, dove faceva visite una volta a settimana. È l’identikit di Guido Russo il dentista no vax che giovedì 2 dicembre, a Biella, ha tentato di ingannare le infermiere del centro vaccinale con un braccio finto in silicone così da ottenere il green pass e poter continuare a esercitare. Il medico è ora stato denunciato per truffa e, secondo quanto riporta La Repubblica, l’ordine ha annunciato provvedimenti disciplinari immediati.

Il professionista, per la verità, era già stato sospeso mesi fa proprio per essersi rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid, obbligatoria per i sanitari. E non faceva mistero di questa sua avversione anche al green pass, tanto che sulla porta del suo studio dentistico aveva affisso un cartello: “La presentazione del Green Pass in questo studio è esclusivamente volontaria”. Una scelta di campo che Russo ha sottolineato anche dopo essere stato smascherato dall’infermiera Filippa Bua. “Non credo al vaccino, non l’ho fatto prima e non voglio farlo adesso. Ma ho bisogno del Green pass per lavorare“, avrebbe detto il 57enne all’infermiera, secondo quanto riporta Repubblica.

Dopo la condanna arrivata anche dal presidente della Regione, Alberto Cirio, intanto per il medico è scattata la denuncia per truffa. E l’Ordine dei medici, appunto, si dice pronto a prendere provvedimenti disciplinari.

L’articolo “Dovevo lavorare”: chi è Guido Russo, il dentista no vax di Biella con il finto braccio in silicone. Ora è stato denunciato per truffa proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Il coprifuoco in Olanda, il lockdown per i non vaccinati in Austria: l’Italia apripista sul green pass, ora in Ue arrivano norme più rigide

L’Europa ha di nuovo paura della pandemia. E per contenere una nuova impennata di contagi e decessi, un ritorno a restrizioni dure non è più considerato un tabù nemmeno dal suo Paese più popoloso e centrale, la Germania. A Berlino studiano le soluzioni che sono già state adottate in Austria, dove sono scattate le prime restrizioni per i non vaccinati e a breve si arriverà al lockdown per i no vax. Oppure in Olanda, dove tornerà il coprifuoco. L’Italia, dopo essere stata apripista nell’introduzione del green pass e in particolare nella sua estensione ai luoghi di lavoro, è ancora tra i pochissimi Paesi a “bassa preoccupazione”, secondo l’Ecdc. Ma anche Roma si deve preparare ad affrontare la quarta ondata e il governo sta valutando come aggiustare in corsa i provvedimenti. Se si riuscirà a contenere il rialzo dei contagi, resteranno le misure attuali. Intanto però, nei Paesi dove ad oggi il virus corre più veloce, le restrizioni sono già diventate più rigide. La pandemia, d’altronde, ha insegnato che rincorrere è molto peggio che prevenire.

Il provvedimento che impone il lockdown alle persone non vaccinate sta acquisendo consenso in Austria, dove la maggioranza dei governi regionali si sta schierando a sostegno della misura. Sabato pomeriggio è fissato un vertice tra il cancelliere Alexander Schallenberg, il ministro della Salute Wolfgang Mueckstein e i leader dei 9 stati federati per stabilire le regole del provvedimento, che verrebbe poi approvato dal Parlamento in serata. L’accelerazione arriva mentre il Paese ha fatto registrare altri 13mila contagi nelle ultime 24 ore, con un’incidenza settimanale di nuovi casi ogni 100mila abitanti salita a 814,6. Nei giorni scorsi erano già state irrigidite le misure restrittive, con il divieto di accesso a gran parte dei luoghi pubblici per le persone non ancora vaccinate. L’ulteriore giro di vite potrebbe scattare già lunedì, come a Salisburgo ed Alta Austria, le prime regioni a partire. I non vaccinati potranno uscire di casa solo per il lavoro, acquisti di prima necessità e per fare due passi.

Chiudere in casa i no vax è una scelta indubbiamente non facile per le autorità (l’Ue stessa ha ribadito che tali decisioni spettano ai singoli Stati), ma dà il senso di quanto sia alto il rischio in tutta l’Europa che vengano vanificati gli sforzi condotti in questi due anni di emergenza sanitaria. In Austria la percentuale degli immunizzati è inferiore rispetto alla media dei Paesi virtuosi (circa il 64% della popolazione), ma l’allarme arriva anche dalla Germania, che invece ha un tasso di vaccinazione tra i più alti, seppure inferiore all’Italia. “La situazione è seria e vi chiedo di prenderla sul serio”, è l’appello ai tedeschi del ministro della salute Jens Spahn. Alcuni Länder tedeschi hanno già introdotto la regola 2G, ovvero la chiusura della maggior parte dei luoghi pubblici (bar, ristoranti, cinema, stadi, ecc) a chi non è vaccinato o guarito. In Baviera oltre ai divieti per i non vaccinati è scattato da martedì scorso anche l’obbligo di green pass per lavorare. Sempre il governo bavarese ha anche sospeso tutti i mercatini di Natale. La coalizione che sta portando avanti le trattative per la formazione del nuovo governo (Spd. Verdi e Liberali) penso però perfino a una regola 2G plus: luoghi pubblici aperti solo a vaccinati e guariti, che però devono comunque fare un tampone. Senza provvedimenti, ha avvertito intanto Spahn, “l’incidenza raddoppierà ogni due settimane“.

Lo sanno bene in Belgio, dove in appena 7 giorni i contagi sono schizzati del 42% (+20% dei ricoveri). Infatti la vicina Olanda ha deciso di rispondere in modo drastico al nuovo picco di contagi e all’aumento di ricoveri registrato questa settimana. Torna un lockdown parziale di tre settimane. Tra le misure messe in campo la chiusura di bar e ristoranti alle 20 e dei negozi di beni non essenziali alle 18. Il provvedimento, annunciato dal premier Mark Rutte, è significativo, perché si tratta del primo Paese europeo a tornare a restrizioni così dure dopo mesi di relativa libertà di movimento. Ma il “virus è ovunque”, ha avvertito. Intanto anche la Norvegia, proprio per evitare un ritorno al lockdown, ha appena deciso di reintrodurre il pass per eventi, luoghi pubblici e locali notturni. Inoltre, il governo di Oslo accelera anche sulla terza dose e la offrirà fin da subito a tutti i maggiori di 18 anni.

Due mesi dopo aver sollevato tutte le restrizioni, anche la Danimarca è tornata a imporre il green pass per frenare i contagi. A partire da venerdì il passaporto verde è nuovamente necessario per entrare in bar, ristoranti e discoteche, ma anche per partecipare a grandi eventi. Il governo danese aveva sollevato tutte le restrizioni contro il covid, compreso l’obbligo di mascherina, il 10 settembre, confidando sull’alto tasso di vaccinazione e la bassa circolazione del virus. Ma a metà ottobre i casi hanno ripreso a risalire e negli ultimi giorni il bollettino giornaliero ha superato il record di contagi dell’anno scorso. L’annuncio del ritorno al Green pass ha intanto fatto salire il numero dei nuovi vaccinati. La Croazia invece lo ha reso obbligatorio solo negli enti pubblici.

Per ora, lo hanno ribadito venerdì all’Ansa fonti dell’esecutivo, a Palazzo Chigi sono convinti che il ‘sistema Italia‘ stia tenendo, anche grazie a scelte più rigide rispetto ad altri Paesi europei. Le altre cancelliere continentali però stanno correndo ai ripari e alcune hanno deciso per interventi ancora più duri. Il governo per ora ha escluso che ci saranno lockdown per i non vaccinati sulla scia di quanto succede a Vienna e non solo. Ma un’altra stretta potrebbe arrivare, specialmente prima del periodo cruciale delle vacanze di Natale, quando sul tavolo dell’esecutivo arriverà anche la proroga dello stato d’emergenza. Per ora, nonostante gli ultimi dati dell’Iss sul calo dell’efficacia vaccinale dopo i 6 mesi, non si valuta una riduzione della durata del green pass per chi ha le due dosi. Secondo il Messaggero, però, il governo pensa a un modello simile al 2G tedesco: al ristorante, al cinema o allo stadio si andrà solo se vaccinati o guariti, mentre sul luogo di lavoro sarà sufficiente anche il tampone.

L’articolo Il coprifuoco in Olanda, il lockdown per i non vaccinati in Austria: l’Italia apripista sul green pass, ora in Ue arrivano norme più rigide proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Translate »